Cari
amici e care amiche,
spero
che ciascuno abbia ricevuto la grazia di un po' di tempo per la
"ri-creazione”, come dicevamo l'ultima volta! Un tempo, cioè, non solo di
vacanza, vuoto, rispetto ai normali impegni e doveri, bensì un tempo in cui ci
si rigenera alla vita normale, si pongono le condizioni per cui torno come,
appunto, "ricreato"!
Se
è così, la nostra "ri-creazione", il nostro rinnovamento, porterà
dentro la vita della Comunità semi di ri-generazione. Parlo di semi, perché anche
se ci stiamo preparando alla festa della Comunità, grande evento, il suo
svolgimento e il suo proseguo è fondato soprattutto da piccole cose, appunto,
semi...
Del
resto, anche l'autenticità' della vita di ciascuno di noi si verifica con i
piccoli atti, si verifica nei particolari. Anche l'amore stesso, amare una
persona, vuol dire essere attenti a quello di cui ha veramente bisogno,
ascoltare e dialogare ogni giorno... Amare e Comunità non sono concetti astratti... E se io sono
disposto a mandare la coscienza in letargo per piccole cose, figuriamoci se non
sono disposto a farlo per cose grandi! Le persone, insomma, si valutano dai
particolari: per capirle bisogna guardare come si comportano nelle piccole
cose. Così anche la Comunità, noi diciamo la Chiesa, e' fatta soprattutto di
realtà non rilevabili, non appariscenti, che non si mostrano per natura,
proprio come un seme... Dunque: ecco gente che prega e ascolta con assiduità la
Parola, anche dal letto di ospedale o di casa; ecco gesti costanti di carità
intelligente e scelte educative impegnative e quindi poco appaganti; ecco
orientamenti pastorali a lunga scadenza giudicati così poco produttivi; ecco
coppie che sudano la loro fedeltà e genitori che si prendono cura della
felicità e della fede delle loro creature... Già, semi... Una eredità preziosa,
quella della famosa pazienza del contadino!
Ma
dal seminare al non seminare cambia tutto:
non si riesce neppure a far festa...
Il vostro parroco