Cari
amici e care amiche,
martedì 9 giugno iniziamo l’avventura
dell’oratorio feriale! Ho già spiegato perché preferiamo questa dizione: sembra
un momento “straordinario” perché essendo finita la scuola i ragazzi e le
ragazze sono tanti e il dispiego di energie umane è enorme … Ma in realtà è
soltanto un lavoro che CONTINUA, poiché l’oratorio è tutto l’anno! Appunto, è feriale!
E’ un lavoro educativo che non smette mai, spalmato in molte forme lungo l’arco
dell’anno.
In occasione dell’oratorio feriale ricevo
per un colloquio tutti gli animatori e le animatrici e li ascolto. Questo è per
me molto importante per vari motivi. Anzitutto perché mi permette di
esercitarmi nel servizio dell’ascolto che ritengo fondamentale per la vita di
un prete. Poi perché ho la possibilità di ascoltare non solo bambini, adulti,
anziani, ma anche adolescenti e giovani ed avere così un ascolto “a banda
larga”. Infine perché ascoltare mi allontana dall’ansia del fare, dal ritenere
che la mia vita abbia efficacia maggiore se faccio tante cose e soprattutto se
gli altri le vedono …
Questo tempo dedicato all’ascolto mi
richiama ad un altro ascolto, assolutamente prioritario per me prete, che è quello
della Parola del Signore e scopro così un circolo straordinariamente virtuoso:
più ascolto la Parola e più imparo ad ascoltare gli altri e l’ascolto della
gente diviene la condizione più feconda per l’ascolto delle Scritture! Sento
che, aver dato il primato della Parola nella mia vita, questo accresce in me il
desiderio sincero e la capacità di ascolto. Credo che la Parola della Scrittura
crei dentro di me lo spazio necessario per ospitare le parole che gli altri mi
affidano, sapendo che “le parole” significano la vita, le esperienze, la realtà
che ciascuno percepisce … Ascoltare è ospitare nel cuore le persone! Ascoltando,
si impara a spogliarci di tutte quelle forme di difesa che ogni volta che
parliamo con un altro quasi inevitabilmente si attivano: pregiudizi, preoccupazione
del modo con cui diciamo le cose, il nostro umore, l’antipatia o la simpatia,
le cose che gli altri ci hanno detto di lui … Ma si impara anche a non
coinvolgersi eccessivamente: alcune cose che ascoltiamo, infatti, possono “toccarci”
profondamente, sconvolgere la nostra sensibilità, provocare emozioni così forti
da non poter essere controllate … Si impara faticosamente ad accogliere
l’ascolto con la necessaria libertà …
L’alleato preferito dell’ascolto è il
silenzio: è il custode delle parole ricevute in dono, l’elaboratore fedele di
tutto quanto viene consegnato con le parole, il decifratore delle parole non
dette o che non si sono volute dire o non si sono potute dire … Me lo sto
facendo amico …
Il
vostro parroco