giovedì 4 giugno 2015

INSIEME n° 181 - 7 Giugno 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa

Cari amici e care amiche,
martedì 9 giugno iniziamo l’avventura dell’oratorio feriale! Ho già spiegato perché preferiamo questa dizione: sembra un momento “straordinario” perché essendo finita la scuola i ragazzi e le ragazze sono tanti e il dispiego di energie umane è enorme … Ma in realtà è soltanto un lavoro che CONTINUA, poiché l’oratorio è tutto l’anno! Appunto, è feriale! E’ un lavoro educativo che non smette mai, spalmato in molte forme lungo l’arco dell’anno.
In occasione dell’oratorio feriale ricevo per un colloquio tutti gli animatori e le animatrici e li ascolto. Questo è per me molto importante per vari motivi. Anzitutto perché mi permette di esercitarmi nel servizio dell’ascolto che ritengo fondamentale per la vita di un prete. Poi perché ho la possibilità di ascoltare non solo bambini, adulti, anziani, ma anche adolescenti e giovani ed avere così un ascolto “a banda larga”. Infine perché ascoltare mi allontana dall’ansia del fare, dal ritenere che la mia vita abbia efficacia maggiore se faccio tante cose e soprattutto se gli altri le vedono …
Questo tempo dedicato all’ascolto mi richiama ad un altro ascolto, assolutamente prioritario per me prete, che è quello della Parola del Signore e scopro così un circolo straordinariamente virtuoso: più ascolto la Parola e più imparo ad ascoltare gli altri e l’ascolto della gente diviene la condizione più feconda per l’ascolto delle Scritture! Sento che, aver dato il primato della Parola nella mia vita, questo accresce in me il desiderio sincero e la capacità di ascolto. Credo che la Parola della Scrittura crei dentro di me lo spazio necessario per ospitare le parole che gli altri mi affidano, sapendo che “le parole” significano la vita, le esperienze, la realtà che ciascuno percepisce … Ascoltare è ospitare nel cuore le persone! Ascoltando, si impara a spogliarci di tutte quelle forme di difesa che ogni volta che parliamo con un altro quasi inevitabilmente si attivano: pregiudizi, preoccupazione del modo con cui diciamo le cose, il nostro umore, l’antipatia o la simpatia, le cose che gli altri ci hanno detto di lui … Ma si impara anche a non coinvolgersi eccessivamente: alcune cose che ascoltiamo, infatti, possono “toccarci” profondamente, sconvolgere la nostra sensibilità, provocare emozioni così forti da non poter essere controllate … Si impara faticosamente ad accogliere l’ascolto con la necessaria libertà …
L’alleato preferito dell’ascolto è il silenzio: è il custode delle parole ricevute in dono, l’elaboratore fedele di tutto quanto viene consegnato con le parole, il decifratore delle parole non dette o che non si sono volute dire o non si sono potute dire … Me lo sto facendo amico …
                        Il vostro parroco