venerdì 22 maggio 2015

INSIEME n° 179 - 24 Maggio 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
è soprattutto nella festa della Pentecoste che ci auguriamo che lo Spirito “illumini i nostri sensi” (accende lumen sensibus) e che “visiti le nostre menti” (mentes tuorum visita), ovvero che visiti la “mentalità” di coloro che sono di Gesù. Questa visita, questa illuminazione, ha come effetto quella di renderci “spirituali”, cioè sensibili allo Spirito di Gesù, capaci di “percepire” secondo lo Spirito: sono i “sensi” spirituali, quelli che abbiamo chiamato le condizioni dell’esperienza di fede, per le quali la mia vita può diventare vita di fede (cfr. Insieme dal n°163 al 166; n° 174 e 176).
La seconda condizione dell’esperienza della fede - insieme a quella del “senso della presenza” - è il “senso dell’ascolto”. Lo Spirito Santo deve “accendere” questa parte di percezione, deve visitare la nostra “mentalità” per raggiungere e stimolare il senso dell’ascolto. Anche perché per essere veramente discepoli di Gesù occorre “rimanere fedeli alla Parola” (Gv 8,31): il senso della presenza di Gesù si sovrappone quasi al rimane nella sua Parola! Infatti il senso della presenza di Gesù nasce proprio dall’ascolto di una chiamata di Gesù a seguirLo e nel seguirLo trovo continuamente motivo per affinare il senso dell’ascolto della sua Parola; ma ascoltandoLo avrò sempre più “voglia” di seguirLo!
Gesù è “esemplare” per l’ascolto nei confronti del Padre: “Essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da Te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte … Dico queste cose perché abbiano in se stessi la pienezza della gioia. Consacrali nella verità. La tua parola è verità … (Gv17,7-8.13.17). E’ bello ascoltare Gesù perché si impara ad attendere una rivelazione per ogni giorno di vita, a riconoscere che alla mia storia e a quella di ciascuno è stato fatto un dono che è la Pasqua di Gesù. Dall’ascolto della Parola, infatti, nasce la fede, perché è essa  che suscita la fede: non è mai frutto di ricerca o premio di una analisi o succo di un confronto tra tutte le religioni! Sicuramente la fede può supporre la ricerca, l’analisi, il confronto … Ma, la fede è la parte dell’uomo che ascolta e accoglie e  la Parola è la parte di Dio che si rivela, si dona, si dice, invita, promette! All’uomo spetta ricevere, lasciarsi illuminare, incoraggiare, consolare dalla Parola con cui Dio gli comunica il suo mistero d’amore.
“Discendi Santo Spirito. I nostri sensi illumina”.
                        Il vostro parroco