giovedì 14 maggio 2015

INSIEME n° 178 - 17 Maggio 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
ogni anno compio tre pellegrinaggi: uno con le benedizioni in occasione del Natale, prima in una zona poi nell’altra, casa per casa; un altro nelle case degli ammalati, e questo tutto l’anno; infine uno al mese di maggio, con tutti voi, in vari punti del quartiere, pregando il Rosario.
Sono i pellegrinaggi che mi piacciono di più, perché mi aiutano a stare vicino a Gesù, a entrare nella sua Pasqua, a ricompattare la mia vita “secondo Lui”. E in questi giorni si sta svolgendo, appunto, quello mariano, con tante persone itineranti per le nostre vie (qualcuno le sta imparando proprio girando!): commuove scandire insieme le “Ave Maria”, meditando la vita di Gesù, mentre la mente fa scorrere persone, situazioni, difficoltà per le quali intercedere, perchè vedere pregare gli altri è molto incoraggiante, per ciascuno. Ad ogni Rosario ci ricordiamo di chiedere il dono delle vocazioni, in particolare quelle di vita consacrata, insieme alle altre grazie che ciascuno ha nel cuore. Io ne ho una in particolare: chiedo anzitutto per me e per voi il dono della finezza.
Significa cercare il buon gusto; rispettare le cose altrui e quelle di tutti; sforzarci di intercalare, nel nostro parlare, le paroline “scusa” e “grazie” che non sono una formalità … Significa eleganza nel vestire, senza provocare; la cura semplice del proprio corpo e il rispetto di quello degli altri; eleganza nel rivolgersi agli altri, senza arroganza o supponenza, evitando le volgarità, le lamentele perché “facciamo tutto noi” e le chiacchiere che distruggono gli altri senza toccarli con le mani. La finezza non è una parte del galateo, bensì un dono spirituale, che viene dallo Spirito di Gesù e del Padre che, con l’intercessione della Madre di Dio, lavora la nostra povera umanità … Se gli facciamo spazio …
                        Il vostro parroco