Cari
amici e care amiche,
domenica 17 maggio nella Pasqua domenicale
delle ore 11.00 ammetteremo 49 bambini e bambine alla Celebrazione eucaristica
durante la quale, per la prima volta, si nutriranno del Corpo e del Sangue di
Cristo. L’invito è quello alla preghiera per loro anzitutto, ma anche per le
loro famiglie, che con coraggio e costanza li hanno iniziati alla vita
cristiana con il Battesimo. E’ anche un momento importante per tutta la
Comunità che gioisce nel vedere che la fede in Cristo Risorto viene trasmessa
alle generazioni che ci succederanno come un bene prezioso.
La Comunità gioisce perché con questi
piccoli discepoli di Gesù ascolta con loro Cristo che ci parla
ogni Domenica (“Parola del Signore! – Lode a Te, o Cristo!), riceve con loro la pace del Risorto (“Vi
lascio la pace, vi do la mia pace), accede alla Misericordia elargita ai
credenti radunati (“Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri
peccati …”). Con loro, per grazia, la Comunità è
invitata alla mensa
preparata da Cristo stesso dove è Lui che si propone come cibo per una vita nuova,
alternativa, eterna (“Non son degno di partecipare alla tua mensa, ma dì
soltanto una parola e io sarò salvato”) e con loro viene
inviata ad essere
“città sopra il monte e luce per quelli che sono nella casa” (“Andiamo in
pace”). Accogliere pienamente questi fanciulli alla Pasqua settimanale è per
noi una grande responsabilità, ovvero ci coinvolge a “dare risposte” (questo è
il significato di “responsabilità”), soprattutto risposte di fede. Ovvero,
risposte di vita quotidiana che si confrontano con la parola di Gesù. Diversamente
saranno risposte convenzionali, formalmente religiose, di cui i ragazzi non sentono
“il cuore”. E piano piano - purtroppo - impareranno che forse Gesù non c’entra
con la vita, che alla Messa “si va se si ha tempo”, “se non si deve andare
altrove”, che il Vangelo è solo un libro da tenere in casa perché “siamo
battezzati” … Questi fanciulli, invece, hanno bisogno della nostra risposta
perché hanno molte domande, come tutti i giovani, e desiderano “vedere” la
risposta nelle nostre scelte, nei nostri ragionamenti, nei nostri modi di fare.
Vogliono vedere, però, non una risposta qualunque, non una risposta comune, non
una risposta scientifica e materiale, ma una risposta di fede, la risposta che
diamo noi con nostra vita che ha scoperto Gesù, che ha come parametro Lui, che
ha scelto Lui come termine di paragone. Saremo all’altezza di questi piccoli
amici e amiche? O li accompagniamo “in chiesa”, senza assumerci la responsabilità
di accompagnarli ad incontrare Gesù? Allora ringrazio quei genitori che hanno
compreso il fatto di avere chiesto il Battesimo per i loro figli e in occasione
del cammino intrapreso e della prima Comunione “si sono lanciati” a
confessarsi, hanno fatto lo sforzo di mettersi in discussione nella fede, sono
riusciti a scegliere la formazione come luogo nel quale far crescere questa responsabilità.
Questa è anche testimonianza, oltre che materiale miracoloso ...
Il
vostro parroco