giovedì 7 maggio 2015

INSIEME n° 177 - 10 Maggio 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa

Cari amici e care amiche,
domenica 17 maggio nella Pasqua domenicale delle ore 11.00 ammetteremo 49 bambini e bambine alla Celebrazione eucaristica durante la quale, per la prima volta, si nutriranno del Corpo e del Sangue di Cristo. L’invito è quello alla preghiera per loro anzitutto, ma anche per le loro famiglie, che con coraggio e costanza li hanno iniziati alla vita cristiana con il Battesimo. E’ anche un momento importante per tutta la Comunità che gioisce nel vedere che la fede in Cristo Risorto viene trasmessa alle generazioni che ci succederanno come un bene prezioso.
La Comunità gioisce perché con questi piccoli discepoli di Gesù ascolta con loro Cristo che ci parla ogni Domenica (“Parola del Signore! – Lode a Te, o Cristo!), riceve con loro la pace del Risorto (“Vi lascio la pace, vi do la mia pace), accede alla Misericordia elargita ai credenti radunati (“Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati …”). Con loro, per grazia, la Comunità è invitata alla mensa preparata da Cristo stesso dove è Lui che si propone come cibo per una vita nuova, alternativa, eterna (“Non son degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola e io sarò salvato”) e con loro viene inviata ad essere “città sopra il monte e luce per quelli che sono nella casa” (“Andiamo in pace”). Accogliere pienamente questi fanciulli alla Pasqua settimanale è per noi una grande responsabilità, ovvero ci coinvolge a “dare risposte” (questo è il significato di “responsabilità”), soprattutto risposte di fede. Ovvero, risposte di vita quotidiana che si confrontano con la parola di Gesù. Diversamente saranno risposte convenzionali, formalmente religiose, di cui i ragazzi non sentono “il cuore”. E piano piano - purtroppo - impareranno che forse Gesù non c’entra con la vita, che alla Messa “si va se si ha tempo”, “se non si deve andare altrove”, che il Vangelo è solo un libro da tenere in casa perché “siamo battezzati” … Questi fanciulli, invece, hanno bisogno della nostra risposta perché hanno molte domande, come tutti i giovani, e desiderano “vedere” la risposta nelle nostre scelte, nei nostri ragionamenti, nei nostri modi di fare. Vogliono vedere, però, non una risposta qualunque, non una risposta comune, non una risposta scientifica e materiale, ma una risposta di fede, la risposta che diamo noi con nostra vita che ha scoperto Gesù, che ha come parametro Lui, che ha scelto Lui come termine di paragone. Saremo all’altezza di questi piccoli amici e amiche? O li accompagniamo “in chiesa”, senza assumerci la responsabilità di accompagnarli ad incontrare Gesù? Allora ringrazio quei genitori che hanno compreso il fatto di avere chiesto il Battesimo per i loro figli e in occasione del cammino intrapreso e della prima Comunione “si sono lanciati” a confessarsi, hanno fatto lo sforzo di mettersi in discussione nella fede, sono riusciti a scegliere la formazione come luogo nel quale far crescere questa responsabilità. Questa è anche testimonianza, oltre che materiale miracoloso ...
                        Il vostro parroco