Cari
amici e care amiche,
tra poco iniziamo il mese di maggio
tradizionalmente dedicato alla Madre di Dio e al Rosario. Ci troveremo nel
nostro Santuario la sera del 1 Maggio per celebrare l’Eucarestia in onore della
Madonna e dare così “il via” al nostro pellegrinaggio mariano per il quartiere
pregando comunitariamente il Rosario. Ringrazio tutti coloro che hanno dato
disponibilità per organizzare e accogliere la recita di questa bella preghiera
e rinnovo l’invito a tutti a partecipare il più possibile, tenendo presente che
le persone che fanno fatica a “pellegrinare” possono andare al Santuario, il
quale sarà aperto tutte le sere del mese di Maggio. Io, purtroppo, non riuscirò
ad essere presente tutte le sere dappertutto, poiché taluni impegni richiedono
la mia presenza come parroco e fin d’ora mi scuso. In alcune sere, la recita
del Rosario sarà sospesa per la concomitanza con un appuntamento comunitario
prioritario. Mi piacerebbe, inoltre, che in questo mese si pregasse per le vocazioni,
in modo particolare quelle di speciale consacrazione, nell’anno dedicato da
Papa Francesco alla vita consacrata. E’ il Rosario, infatti, uno dei modi per
“intercedere”, uno dei modi di pregare “per” qualcuno, “per qualcosa”; forse la
preghiera di intercessione “classica” … Anche se noi, probabilmente, non ci
sentiamo molto in sintonia con una preghiera che interceda per altri presso Dio
… Generalmente la sentiamo un po’ assurda … Qualcuno non sente proprio “sua” la
preghiera di domanda: se Dio sa tutto, che senso ha chiederGli di cambiare una
sua decisione o trattare sulla sua volontà? Vuol dire che Dio cambia parere?
Insomma, c’è grande diffidenza verso la preghiera di intercessione, aldilà che
sia il Rosario o una qualsivoglia altra forma: al massimo può essere una specie
di “pro forma”, un piccolo gesto a mo’ di tentativo, tanto non fa male a
nessuno … Perché tutte queste difficoltà e obiezioni? Forse hanno tutte una
radice comune: il fatto che noi contiamo soprattutto sulle nostre forze! Alla
fin fine conta quello che riesco a fare io, non tanto quello che potrebbe fare
Dio, o il riconoscere quello che ha già fatto! Questo atteggiamento di
autosufficienza, quel mettere al centro noi stessi, il nostro agire e il nostro
operare non è a volte neppure formulato, consapevole, cosciente, ma di fatto,
concretamente, ci affidiamo alle nostre forze e poi – sicuramente! – come per
abbellire la torta con la ciliegina, ci affidiamo a Dio con una bella preghiera!!!
Maria ci aiuti a desiderare e volere il
primato di Dio e della presenza di Gesù, intercessore dell’umanità, nella
nostra esistenza, esaminandoci attentamente per imparare a stimare di più la
preghiera di intercessione.
E, dato che ci sono, pregate anche per me!
Il
vostro parroco