giovedì 23 aprile 2015

INSIEME n° 175 - 26 Aprile 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa

  Cari amici e care amiche,
tra poco iniziamo il mese di maggio tradizionalmente dedicato alla Madre di Dio e al Rosario. Ci troveremo nel nostro Santuario la sera del 1 Maggio per celebrare l’Eucarestia in onore della Madonna e dare così “il via” al nostro pellegrinaggio mariano per il quartiere pregando comunitariamente il Rosario. Ringrazio tutti coloro che hanno dato disponibilità per organizzare e accogliere la recita di questa bella preghiera e rinnovo l’invito a tutti a partecipare il più possibile, tenendo presente che le persone che fanno fatica a “pellegrinare” possono andare al Santuario, il quale sarà aperto tutte le sere del mese di Maggio. Io, purtroppo, non riuscirò ad essere presente tutte le sere dappertutto, poiché taluni impegni richiedono la mia presenza come parroco e fin d’ora mi scuso. In alcune sere, la recita del Rosario sarà sospesa per la concomitanza con un appuntamento comunitario prioritario. Mi piacerebbe, inoltre, che in questo mese si pregasse per le vocazioni, in modo particolare quelle di speciale consacrazione, nell’anno dedicato da Papa Francesco alla vita consacrata. E’ il Rosario, infatti, uno dei modi per “intercedere”, uno dei modi di pregare “per” qualcuno, “per qualcosa”; forse la preghiera di intercessione “classica” … Anche se noi, probabilmente, non ci sentiamo molto in sintonia con una preghiera che interceda per altri presso Dio … Generalmente la sentiamo un po’ assurda … Qualcuno non sente proprio “sua” la preghiera di domanda: se Dio sa tutto, che senso ha chiederGli di cambiare una sua decisione o trattare sulla sua volontà? Vuol dire che Dio cambia parere? Insomma, c’è grande diffidenza verso la preghiera di intercessione, aldilà che sia il Rosario o una qualsivoglia altra forma: al massimo può essere una specie di “pro forma”, un piccolo gesto a mo’ di tentativo, tanto non fa male a nessuno … Perché tutte queste difficoltà e obiezioni? Forse hanno tutte una radice comune: il fatto che noi contiamo soprattutto sulle nostre forze! Alla fin fine conta quello che riesco a fare io, non tanto quello che potrebbe fare Dio, o il riconoscere quello che ha già fatto! Questo atteggiamento di autosufficienza, quel mettere al centro noi stessi, il nostro agire e il nostro operare non è a volte neppure formulato, consapevole, cosciente, ma di fatto, concretamente, ci affidiamo alle nostre forze e poi – sicuramente! – come per abbellire la torta con la ciliegina, ci affidiamo a Dio con una bella preghiera!!!
Maria ci aiuti a desiderare e volere il primato di Dio e della presenza di Gesù, intercessore dell’umanità, nella nostra esistenza, esaminandoci attentamente per imparare a stimare di più la preghiera di intercessione.
E, dato che ci sono, pregate anche per me!
                        Il vostro parroco