venerdì 20 febbraio 2015

INSIEME n° 166 - 22 Febbraio 2015 - anno 4° dall'entrata nella nuova Chiesa

 Cari amici e care amiche,
le condizioni dell’esperienza della fede sono i “sensi spirituali”: questo è il tema su cui stiamo riflettendo insieme in queste settimane. E abbiamo messo bene a fuoco la prima di queste condizioni: il senso della presenza di Gesù. Tale “senso” - tale “sensibilità” - dà i contorni dell’esperienza della preghiera cristiana, che ha alla base, dicevamo, anzitutto un tempo reale dato allo Spirito, affinché visiti la nostra “mentalità”, insieme ad una coraggiosa perseveranza in questo tempo della preghiera, poiché Dio “già è lì”: siamo noi che siamo “così spesso altrove” (M. Delbrel). Il senso della presenza di Gesù, insomma, si configura come un “rimanere” con Gesù. Infatti, nel brano del Vangelo di Giovanni al primo capitolo (versetti 38 – 39) si racconta dei primi discepoli di Gesù: Giovanni Battista vedendo passare Gesù Lo indica come l”agnello di Dio” e due dei suoi discepoli, sentendolo parlare, così si mettono a seguire Gesù. Gesù allora si gira, accorgendosi che Gli stavano dietro, e chiede: “Che cosa cercate?”. “Rabbì, dove stai (in greco: menein)?” domandano. Disse loro: “Venite e vedrete”. Loro vanno e “videro dove abitava (in greco: menein) e quel giorno si fermarono presso di Lui (in greco: menein)”. Questo è straordinario! In due versetti lo stesso verbo che si ripete per descrivere quel “rimanere presso”, quello “stare con “ Gesù! Seguire Gesù è rimanere con Lui, è stare con Lui, fermarsi con Lui! Dove c’è Gesù ci sono i suoi amici e i suoi amici sono dove c’è Lui: i  discepoli di Gesù vivono della presenza di Gesù! Senza di Lui non ci possono essere discepoli “suoi” e i suoi discepoli non possono stare senza di Lui! L’esperienza della fede è il senso della presenza di Gesù, quel senso che facilmente smarriamo … Quel senso che desideriamo coltivare, per custodirlo: ma questo significa iniziare la Quaresima …  
                        Il vostro parroco