Cari amici e care amiche,
le condizioni dell’esperienza della fede sono
i “sensi spirituali”: questo è il tema su cui stiamo riflettendo insieme in
queste settimane. E abbiamo messo bene a fuoco la prima di queste condizioni: il
senso della presenza di Gesù. Tale “senso” - tale “sensibilità” - dà i contorni
dell’esperienza della preghiera cristiana, che ha alla base, dicevamo,
anzitutto un tempo reale dato allo Spirito, affinché visiti la nostra “mentalità”,
insieme ad una coraggiosa perseveranza in questo tempo della preghiera, poiché
Dio “già è lì”: siamo noi che siamo “così spesso altrove” (M. Delbrel). Il senso
della presenza di Gesù, insomma, si configura come un “rimanere” con Gesù. Infatti,
nel brano del Vangelo di Giovanni al primo capitolo (versetti 38 – 39) si
racconta dei primi discepoli di Gesù: Giovanni Battista vedendo passare Gesù Lo
indica come l”agnello di Dio” e due dei suoi discepoli, sentendolo parlare,
così si mettono a seguire Gesù. Gesù allora si gira, accorgendosi che Gli stavano
dietro, e chiede: “Che cosa cercate?”. “Rabbì, dove stai (in greco: menein)?”
domandano. Disse loro: “Venite e vedrete”. Loro vanno e “videro dove abitava
(in greco: menein) e quel giorno si fermarono presso di Lui (in greco:
menein)”. Questo è straordinario! In due versetti lo stesso verbo che si ripete
per descrivere quel “rimanere presso”, quello “stare con “ Gesù! Seguire Gesù è
rimanere con Lui, è stare con Lui, fermarsi con Lui! Dove c’è Gesù ci sono i
suoi amici e i suoi amici sono dove c’è Lui: i
discepoli di Gesù vivono della presenza di Gesù! Senza di Lui non ci
possono essere discepoli “suoi” e i suoi discepoli non possono stare senza di
Lui! L’esperienza della fede è il senso della presenza di Gesù, quel senso che
facilmente smarriamo … Quel senso che desideriamo coltivare, per custodirlo: ma
questo significa iniziare la Quaresima …
Il
vostro parroco