Cari
amici e care amiche,
con lo scoccare del 2015 scattano in avanti
anche i vari numeri di anniversari, compleanni, ricorrenze, etc etc. Per me è
l’anno del 25 anniversario di sacerdozio e per moltissime coppie della nostra
comunità aumenta di “uno” la cifra che indica gli anni di cammino insieme come
famiglia sposata nel Signore. Ad una coppia che si è iscritta agli anniversari
ho chiesto: “a che cifra siete?” e loro: “sessanta”, sussurrata quasi con
timore! Che meraviglia! Ma quel sessanta significa 59, 58, 57, 56, 55, 54, 53,
52 … Ecco perché ogni “gradino” è significativo e merita di essere onorato e
festeggiato: perché è preludio del successivo traguardo. Lo faremo domenica 25
gennaio, festa della Santa Famiglia.
Inoltre, è occasione per la coppia di fare un
bilancio, non economico - quello magari purtroppo si deve fare sempre e per
forza! - ma un bilancio di come è andato ogni anno sotto il profilo “del cuore”
della coppia. Infatti dice Gesù “… dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo
cuore” (Lc 12, 34): diventa fondamentale nel cammino a due, e non solo, fare la
verifica dello strumento più importante
del cammino stesso, il cuore! Anzi, i cuori! Il mio e il suo, i due cuori che
si sono uniti! Questo permette di sapere se i cuori sono vicini al tesoro
oppure altrove! Poi stimola ad industriarsi per porre in atto strategie di
coppia che riportino il cuore “a casa”. Infine suggerisce di ammettere le
cadute e i fallimenti rivolgendosi alla Misericordia di Dio! Quest’ultima cosa
la chiamerei “Vangelo”! Mettersi “sotto l’Amore di Dio” è la salvezza della coppia,
è il suo porto sicuro nelle tempeste, è “la roccia” su cui costruire il percorso
di vita e di famiglia. Molti pensano che essere credibili, essere testimoni,
essere coerenti significhi essere impeccabili … Questo è profondamente distante
dal Vangelo e dalla Chiesa. Io sono contento che nel Vangelo non esista traccia
di impeccabilità! Gesù va a cercare i peccatori! Ha per loro grande ansia, e
mai ha preteso dai suoi discepoli l’impeccabilità! Non dobbiamo né come singoli
credenti né come coppia credente, inseguire il perfezionismo, preoccupati di
dimostrare qualcosa! Noi non ci salviamo: è il Vangelo che ci salva! È questo che ci fa venire una voglia matta di
essere raggiunti da Gesù, è questo – e anzitutto questa consapevolezza – che
può far osare una coppia a cercare il Sacramento del Matrimonio. Per questo si
crede e per questo ci si sposa nel Signore: abbiamo trovato Qualcuno che
accoglie le nostre povertà!!! La coerenza di una coppia cristiana, ma anche di
un prete, di una suora, di un ministro, di un catechista, di un credente, non
si misura dagli sbagli e dai peccati che si commettono – tutti sbagliamo e
tutti facciamo peccati – ma si misura dal dichiarare costantemente e
ostinatamente che siamo amati anche quando ci allontaniamo dal Vangelo. E da
lì, ripartire … Sempre. E se si è in coppia: per sempre.
Il vostro parroco