venerdì 26 dicembre 2014

INSIEME n° 158 - 28 Dicembre 2014 - anno 4° dall'entrata nella nuova Chiesa

Cari amici e care amiche,
tra poco spegneremo la candelina sulla torta dell’anno 2014! Compie un anno il 2014 e se ne va … Ne arriva un altro … Ogni anno dura … un anno e noi duriamo più di esso, noi gli anni li accumuliamo. Infatti, ciascuno di noi spegne – tutti ce lo auguriamo – sempre più candeline di anno in anno, appunto. Questo rito mi ha sempre fatto pensare e, come quasi tutti, mi sono sempre sottoposto a questa usanza di soffiare – con una sola emissione di aria – le candele GIA’ accese (o magari una sola candelina simbolica se le candeline corrispondenti agli anni diventano un certo numero!!!). Ecco alcune riflessioni.
Anzitutto, se si è piccoli, spegnere con una sola emissione di aria le candeline è segno di potenza, tant’è che, se le fiammelle si estinguono tutte in un colpo, c’è scroscio di applausi ( e, se si è piccoli piccoli, anche se non ce la si fa, l’applauso c’è lo stesso, seguito però da altre soffiate per spegnerle davvero tutte!): quasi a dire “ti auguriamo di spegnerle sempre di più, ti auguriamo lunga vita, di accumulare tanti anni felici”. Certo, ci piacerebbe che fosse così, ma la vita, realisticamente intesa, è un impasto di anni felici e non. Se siamo onesti quel “non” (cioè anni non felici) a volte dipende da nostre scelte piccole e grandi che avvelenano la nostra salute psicologica: ad esempio decidere per determinate ragioni di tagliare i ponti con una persona … Oppure a volte dipende da alcuni nostri stili di vita che contribuiscono a minare la nostra salute fisica: ad esempio fumare, l’alimentazione irregolare o continuamente smodata, scambiare il giorno con la notte … Alla fin fine, sperare di spegnare tante candeline vale a dire contare il tempo passato e archiviarlo: in un certo senso, sentirsi più forti del tempo! Spegnere le candeline, soprattutto da grandi, rappresenterebbe il potere di sopravvivenza: siamo noi a dominare i nostri anni! Il soffio, effettivamente, impedisce la consumazione della candela o del combustibile: ed è per questo, forse, che così si celebra la vita nel suo trascorrere … Sì, ma – dato che a tanti piace, con vanto, “essere oggettivi” - fino a quando? Non è una illusione, lecita e affascinante, vincere il tempo? Ricordare ogni dodici mesi il giorno della propria nascita equivale a sostenere che è cosa buona essere al mondo, e va bene … Ma non è un paradosso contare gli anni che ci separano da quando si è venuti ALLA LUCE spegnendo le fiammelle?!?! Non avrebbe più senso accenderle? Rimane un’usanza comunque rassicurante, la quale esorcizza l’incertezza di “quanto tempo mi manca”, un’incertezza  che - effettivamente - fa tremare un po’ le ginocchia …
Il tempo della vita non mi ha ancora estinto e quindi vado avanti nella riflessione: insomma, non dovremmo accendere una candelina al nostro compleanno, al posto che spegnerla? Certo, accenderle tutte alla mia età richiederebbe un bel po’ di TEMPO! La festa si allungherebbe e che discorsi salterebbero fuori nel mentre? Un po’ di luoghi comuni, qualche frase ad effetto, qualche battuta … E nel caso che gli anni arrivassero ad ottanta (guardare in avanti il tempo risulta essere “indeterminato”!), anche lì, sarebbe una vera e propria prova di forza!!! Se non ci riuscirò o qualcuno lo farà al posto mio oppure una candela facciamo che vale 10! Andiamo alla questione: a differenza di come abbiamo fatto in Avvento (sei settimane, e all’inizio della Messa accendevamo una candela fino ad arrivare a Natale), noi non sappiamo quanti giorni ci separano dalla nostra fine. Possiamo solo contare i nostri giorni, e le famose candeline sono come delle pietre miliari, che si fissano e si contano. Questa prospettiva, però, ci spinge - se lo vogliamo – a non “perdere tempo”, a valutare di anno in anno la nostra vita, correggendo il tiro, cambiando stile di vita, compiendo scelte sempre migliori.
E per chi, come me, in mezzo alle candeline, ha scoperto che anche Dio ne ha spenta qualcuna, ha la speranza che la vita “che rimane” – e anche quella prima, “la mia vita” - non è destinata, secondo la parola di Gesù, a consumarsi come le cose, né ad estinguersi definitivamente, se le candeline le spengo con Lui …
Comunque, mi attira di più l’idea che al compleanno le candeline vengano accese, piuttosto che spente … Buon anno 2015, senza dimenticare che veniamo dal 2014, 2013, 2012 etc etc …
                        Il vostro parroco