Cari
amici e care amiche,
in prossimità delle festività natalizie noi
cristiani ritroviamo - nonostante tutto – la vera gioia. Non la ritroviamo però
nell’atmosfera che il turbine del commercio crea con i suoi richiami e le sue
luminarie, anche se fanno piacere … Non la ritroviamo, poi, nell’opportunità culturale
di vedere le diverse etnie riunite attorno ad un evento storico che ha cambiato
il mondo nella recita natalizia nelle scuole: tale opportunità, infatti, la
stanno pian piano ideologicamente occultando, impoverendo la cultura stessa … E
non la ritroviamo certamente in chi – come già è costume in Spagna (Asturie) e
nei paesi nordici – gode giustamente delle vacanze di Natale, ma senza augurarsi
neppure più “Buon Natale”: soltanto “Buon inverno”! Noi, per fortuna,
ritroviamo la gioia anche nelle altre tre stagioni! Infatti, la gioia dei
cristiani, quella in questione, è quella evangelica, quella che - chi si dice
cristiano - ha conosciuto e impara a
riconoscere nelle vicende delle vita, non sempre felici e propizie. La gioia
evangelica non è non perdere mai il sorriso o avere quella velocità propria di
un vincente, per cui in ogni situazione si è sempre pronti alla battuta, ad uno
spirito positivo, a far finta che i problemi si possano anche per un giorno
mettere tra parentesi: questo è la caricatura della gioia evangelica. Neppure
è, la gioia evangelica, il prodotto diretto del nostro sforzo o dei nostri
impegni: non c’è bisogno del Vangelo per cimentarsi a fare buon gioco a cattiva
sorte! Chi crede in Gesù non si accontenta da sé, ma … “si fa contentare da Dio”!
Ecco perché il cristiano ha trovato e ritrova sempre, soprattutto a Natale, la vera
gioia: il disegno di Dio comincia a compiersi, si rivela la Sua Volontà di
amare gli uomini senza misura, con la nascita di Gesù nel tempo. Una volontà di
amare, quella di Dio, che poi si realizza pienamente nella Morte e Resurrezione
di Gesù, proclamando che l’Amore concepito in termini di forza e di potenza
umana è, in verità, la più grossa sconfitta umana. La gioia evangelica è quando
la mia vita si appoggia e si costruisce pian piano attorno a questo “progetto
perdente”, agli occhi umani. Il cristiano non ha bisogno di una forzata
allegria per coprire i turbamenti dell’esistenza: la malattia, le circostanze
che si incrociano sfavorevolmente, le sconfitte, i malintesi, le lontananze, i
tradimenti … La gioia evangelica l’abbiamo trovata perché ci siamo un po’
coinvolti nella vicenda di questo Bambino e la ritroviamo andando da Lui: “Venite
fedeli …”
Il vostro parroco