Cari
amici e care amiche,
nelle
domeniche scorse abbiamo celebrato per la prima volta, con i bambini e le bambine del cammino di
completamento dell’iniziazione cristiana, il Sacramento della Riconciliazione:
sono stati momenti pieni di emozione per il clima di trepidazione che si respirava
… Sia noi sacerdoti, sia i genitori e i parenti, sia i bambini stessi … A loro
abbiamo insegnato come ci si confessa, che è il modo con cui ci confessiamo
anche noi. Il primo passo per confessarsi bene è dare spazio, dare il primato
alla lode, ovvero confessare anzitutto i motivi per cui “sentiamo” che il
Signore ci ama, insomma, dire grazie! Guai se un discepolo di Gesù, lasciato
libero di esprimere i suoi sentimenti, per prima cosa dovesse lamentarsi perché
ci sono dei problemi, perché le cose non vanno, perché gli altri, la società
etc etc … Troppo spesso usiamo la deplorazione, educati anche dal modo con cui
vengono date le notizie, ogni minuto del giorno, senza mai la possibilità di
inserirle in un quadro di realtà serio e ampio. Ci dimentichiamo troppo facilmente
di vivere costantemente immersi nella grazia di doni grandissimi e quindi non
possediamo naturalmente il senso dei doni divini. Talvolta ci sembra che sia
fuori luogo ringraziare e lodare Dio mentre tanta gente soffre, muore di fame,
è povera o senza lavoro. Ringraziare Dio sembrerebbe quasi mettersi le fette di
salame sugli occhi e rinchiudersi in una meschina lode … Credo che dovremmo,
invece, avere più ardimento e imparare a guardare quello che capita con gli
occhi di Gesù, ringraziarLo per quello che fa di bello e di buono e allora
saremo capaci di più, molto di più, di entrare nelle sofferenze nostre e altrui,
di distinguere ciò che è bene e ciò che è male, anzitutto in noi. E’ proprio la
lode a Dio che ci educa ad un sano realismo così che il mondo incomincerà ad
apparire come il luogo in cui Dio manifesta la sua bontà, soprattutto per chi
soffre, per chi pecca, per chi è da Lui distante. Così anche la confessione ci
aiuterà a sentire il Signore che con amorevolezza ci viene incontro ogni giorno
ed in modo particolare nel momento del Sacramento, in cui Lui si fa sentire
come infinita tolleranza e accoglienza, senza riserve di sorta. E’ solo di
fronte alla percezione dei doni di Dio che scopriamo di riflesso le nostre povertà,
che Lui ha già perdonato nel suo Amore. Siamo noi che abbiamo continuamente
bisogno di esserne sicuri: c’è un momento preciso in cui ne siamo certi, il
momento della Confessione …Il
vostro parroco