giovedì 11 dicembre 2014

INSIEME n° 156 - 14 Dicembre 2014 - anno 4° dall'entrata nella nuova Chiesa

Cari amici e care amiche,
nelle domeniche scorse abbiamo celebrato per la prima volta,  con i bambini e le bambine del cammino di completamento dell’iniziazione cristiana, il Sacramento della Riconciliazione: sono stati momenti pieni di emozione per il clima di trepidazione che si respirava … Sia noi sacerdoti, sia i genitori e i parenti, sia i bambini stessi … A loro abbiamo insegnato come ci si confessa, che è il modo con cui ci confessiamo anche noi. Il primo passo per confessarsi bene è dare spazio, dare il primato alla lode, ovvero confessare anzitutto i motivi per cui “sentiamo” che il Signore ci ama, insomma, dire grazie! Guai se un discepolo di Gesù, lasciato libero di esprimere i suoi sentimenti, per prima cosa dovesse lamentarsi perché ci sono dei problemi, perché le cose non vanno, perché gli altri, la società etc etc … Troppo spesso usiamo la deplorazione, educati anche dal modo con cui vengono date le notizie, ogni minuto del giorno, senza mai la possibilità di inserirle in un quadro di realtà serio e ampio. Ci dimentichiamo troppo facilmente di vivere costantemente immersi nella grazia di doni grandissimi e quindi non possediamo naturalmente il senso dei doni divini. Talvolta ci sembra che sia fuori luogo ringraziare e lodare Dio mentre tanta gente soffre, muore di fame, è povera o senza lavoro. Ringraziare Dio sembrerebbe quasi mettersi le fette di salame sugli occhi e rinchiudersi in una meschina lode … Credo che dovremmo, invece, avere più ardimento e imparare a guardare quello che capita con gli occhi di Gesù, ringraziarLo per quello che fa di bello e di buono e allora saremo capaci di più, molto di più, di entrare nelle sofferenze nostre e altrui, di distinguere ciò che è bene e ciò che è male, anzitutto in noi. E’ proprio la lode a Dio che ci educa ad un sano realismo così che il mondo incomincerà ad apparire come il luogo in cui Dio manifesta la sua bontà, soprattutto per chi soffre, per chi pecca, per chi è da Lui distante. Così anche la confessione ci aiuterà a sentire il Signore che con amorevolezza ci viene incontro ogni giorno ed in modo particolare nel momento del Sacramento, in cui Lui si fa sentire come infinita tolleranza e accoglienza, senza riserve di sorta. E’ solo di fronte alla percezione dei doni di Dio che scopriamo di riflesso le nostre povertà, che Lui ha già perdonato nel suo Amore. Siamo noi che abbiamo continuamente bisogno di esserne sicuri: c’è un momento preciso in cui ne siamo certi, il momento della Confessione …Il vostro parroco