Cari
amici e care amiche,
l’ingresso
in una casa durante le benedizioni può essere paragonata all’entrata in un
mondo, in un universo … Ed è veramente
una benedizione per me incontrare, al di là delle idee e del credo stesso,
persone che sanno ascoltare e con le
quali si riesce a capirsi e rispettarsi, nella semplicità di un pur breve
scambio, anche se attraverso uno “scontro” benefico e proficuo. Ma lo scontro è
proficuo perché queste persone ascoltano e hanno volontà di intendere! Tali
persone sono una vera benedizione, perché li scopro come alleati sinceri nel
procedere a volte incerto e faticoso della vita. È bello imparare da loro,
trovare le parole giuste per parlare agli altri, per rispondere, per colloquiare
…
Sperimento,
infatti, come questa realtà dell’intendersi, invece, sia complessa e non
scontata. Non parlo dello sparlare (dove peraltro chissà perché ci si intende
facilmente …), cioè di quel parlare che scaturisce, senza controllo, dalle
invidie, dalle incomprensioni, dalle gelosie, dalla rabbia… È difficile, a volte, capirsi proprio nel
contesto delle buone e rette intenzioni: tu dici una cosa e l’altro intende… tutt’altro!
E magari rimane male … Altre volte è il modo stesso con cui si dicono le cose
che urta gli altri, e quindi - pur con buone intenzioni - la comunicazione
fallisce totalmente e, proprio perché fatta in un certo modo, spesso, non si
perdona … Altre volte ancora si usano certe parole o certi modi di dire che
offendono a morte qualcuno e, in altri casi, le nostre parole vengono prese per
ordini o imposizioni …
Chiedo
spesso, allora, la “grazia di intendersi” che porta a salutarsi con il desiderio di rivedersi, porta
una piccola luce di consolazione, porta a domande sempre aperte al confronto.
Questa grazia mi sforzo di accompagnarla con un linguaggio di stima, di
rispetto, lontano da toni gridati di chi ha disimparato ad ascoltare o di
quelli che sono convinti che basta aprire la bocca per dire qualcosa di sensato
e comprensibile. Questa grazia mi impegna anche nell’umiltà di chiedere perdono
e di accettare le scuse.
Diversamente,
penso, questa grazia sarebbe ininfluente, e quindi sprecata …
Il
vostro parroco