giovedì 4 dicembre 2014

INSIEME n° 155 - 7 Dicembre 2014 - anno 4° dall'entrata nella nuova Chiesa

Cari amici e care amiche,
l’ingresso in una casa durante le benedizioni può essere paragonata all’entrata in un mondo, in un universo …  Ed è veramente una benedizione per me incontrare, al di là delle idee e del credo stesso, persone che sanno ascoltare e  con le quali si riesce a capirsi e rispettarsi, nella semplicità di un pur breve scambio, anche se attraverso uno “scontro” benefico e proficuo. Ma lo scontro è proficuo perché queste persone ascoltano e hanno volontà di intendere! Tali persone sono una vera benedizione, perché li scopro come alleati sinceri nel procedere a volte incerto e faticoso della vita. È bello imparare da loro, trovare le parole giuste per parlare agli altri, per rispondere, per colloquiare …
Sperimento, infatti, come questa realtà dell’intendersi, invece, sia complessa e non scontata. Non parlo dello sparlare (dove peraltro chissà perché ci si intende facilmente …), cioè di quel parlare che scaturisce, senza controllo, dalle invidie, dalle incomprensioni, dalle gelosie, dalla rabbia… È  difficile, a volte, capirsi proprio nel contesto delle buone e rette intenzioni: tu dici una cosa e l’altro intende… tutt’altro! E magari rimane male … Altre volte è il modo stesso con cui si dicono le cose che urta gli altri, e quindi - pur con buone intenzioni - la comunicazione fallisce totalmente e, proprio perché fatta in un certo modo, spesso, non si perdona … Altre volte ancora si usano certe parole o certi modi di dire che offendono a morte qualcuno e, in altri casi, le nostre parole vengono prese per ordini o imposizioni …
Chiedo spesso, allora, la “grazia di intendersi” che porta a  salutarsi con il desiderio di rivedersi, porta una piccola luce di consolazione, porta a domande sempre aperte al confronto. Questa grazia mi sforzo di accompagnarla con un linguaggio di stima, di rispetto, lontano da toni gridati di chi ha disimparato ad ascoltare o di quelli che sono convinti che basta aprire la bocca per dire qualcosa di sensato e comprensibile. Questa grazia mi impegna anche nell’umiltà di chiedere perdono e di accettare le scuse.
Diversamente, penso, questa grazia sarebbe ininfluente, e quindi sprecata …
                        Il vostro parroco