Cari amici e care amiche,
è bello
iniziare l’Avvento con ancora negli occhi e nel cuore lo stuolo di volontari ai
quali abbiamo dato il mandato domenica scorsa. In un contesto dove, a volte,
sembra imperare il delirio, il “si salvi chi può”, il male che porta alla
deriva l’umanità, abbiamo invece toccato con mano quanta gente ci sia
nell’ambito della nostra comunità (chissà in giro!!!) che con disinteresse e
con le capacità che a ciascuno competono, nei vari ambiti di necessità della
Comunità, operano in maniera splendida. Consiglio pastorale, catechisti, Caritas,
gruppo missionario, coppie per il percorso ai fidanzati e ai battesimi, lettori,
ministri dell’Eucarestia, chi visita gli ammalati, baristi, allenatori,
dirigenti, operatori del doposcuola, servizio cucina, segretari, servizio
sagrestia, chi si adopera per le pulizie della chiesa e chi è sempre pronto ad
aggiustare, animatori, coro……
Tutti
costoro ci incoraggiano a considerare anzitutto il bene che c’è, operante,
incarnato nei vari angoli della Comunità: non sta vincendo il male! Tutti i
nostri volontari, poi, hanno questo di bello: sanno di avere dei limiti, sanno
che può capitare di sbagliare e può capitare di avere cadute di stile… Proprio
questa consapevolezza è un grande segno di maturità: quando un uomo, una donna,
sono coscienti dei propri errori in quanto umani e in quanto persone impegnate
a “fare” del bene e - per di più! - seguaci di Gesù, allora è più facile
lavorare insieme, lavorare sempre meglio, lavorare continuando a seminare, senza
scoraggiarsi. Tale consapevolezza, poi, porta più facilmente a chiedere scusa e
soprattutto ad accettare le scuse; fa venire voglia di seguire la proposta
esaltante e impegnativa di Gesù; spinge prepotentemente a fare scelte sempre
positive e a decidersi sempre per il bene degli altri e della Comunità.
Un inizio di
Avvento così “carico di bene”, ci fa bene e aiuta a far posto a Colui che –
venendo accolto – rende la nostra vita “buona”.
Il
vostro parroco