Cari
amici e care amiche,
la nostra
Comunità cristiana cittadina vive un momento speciale: la Cresima di tutti i
ragazzi e ragazze delle nostre parrocchie di Pioltello! Per i nostri anche il
momento dell’ammissione alla Pasqua domenicale con la prima Comunione e per tre
di loro i Sacramenti dell’iniziazione cristiana. Anche questo evento cittadino
desideriamo accompagnarlo con la nostra preghiera.
Quando il Vescovo
mi aveva dato facoltà di amministrare la Cresima negli anni scorsi, ricordo
l’emozione di quel momento, mia e dei cresimandi. Anzitutto la crismazione, il segno con l’olio santo e
profumato sulla fronte: li guardavo negli occhi e, anche se qualcuno li teneva
bassi per l’emozione, negli occhi di tutti gli altri mi pareva di scorgere i
loro desideri belli, la loro interiorità pulita, la loro umanità “sana”… E
pregavo dentro di me: “Signore, fa’ che non si perdano, fa’ che rimangano nella
Comunità e camminino con Te”. Poi guardavo i padrini e le madrine (cercando
di trattenermi nei pensieri nel vedere qualche abito fuori posto o inopportuno
per l’occasione): vedevo quella mano sulla spalla, stretta forte, e pregavo
dicendo: “Signore, che trovino sempre sul loro cammino guide sicure e pronte a
sostenerli”. Ancora: l’imposizione delle
mani che facevo su ciascuno: era il segno della “chiamata” dello Spirito Santo
su di loro e pregavo fortemente che quello stesso Spirito che mi aveva
consacrato prete, si ponesse nella vita di ognuno di loro per guidarli come
figli di Dio, come Gesù. C’era anche il gesto della “sberla”… affettuosa, che di solito passa inosservato o come un
gesto folcloristico… E’comunque una sberla (sberletta perché è data con
simpatia senza nessuna violenza!) perché sta ad indicare quella forza
necessaria per diventare grandi, adulti, responsabili, per compiere il proprio
dovere con rettitudine e fedeltà: cose che sembrano fuori moda… Mi tornava alla
mente il fatto di aver sgridato in oratorio qualcuno di loro dopo aver commesso
una bravata, ma avevano detto la verità, che erano stati proprio loro! Ho letto
nel loro volto la soddisfazione di essere stato sincero: ecco, ci vuole forza,
coraggio… E alla fine della Celebrazione un po’ timoroso mi domandavo : “che ne
sarà di questi ragazzi e di queste ragazze?”. E guardandoli correre felici verso
le loro famiglie dicevo al Signore: “anche noi abbiamo voluto loro bene, Tu lo
sai. E lo sanno anche loro”.
Il
vostro parroco