Cari
amici e care amiche,
in una
atmosfera di memoria e di gratitudine lunedì scorso abbiamo incontrato i sacerdoti che hanno
svolto il loro ministero nella nostra Comunità. Quanti ricordi sono venuti alla
mente di tutti! In queste e altre occasioni è spontaneo ripensare alla propria storia, oltre a quella della Comunità… Ci possono
essere “gocce di memoria” che fanno ancora male e che non si possono
dimenticare: pensiamo a un lutto, a un tradimento, a una malattia, a uno
sbandamento, ad alcuni peccati… Sì, il passato – anche se è passato – in realtà
rimane, “è presente”: non si stacca da noi…
La nostra
stessa identità attuale non può sbarazzarsi così facilmente delle “identità
precedenti”, quelle passate! Questo lo dico tante volte ai fidanzati: il passato
di ciascuno, anche quello torbido, permane, come la trama di un vissuto, anche
quando si vorrebbe con tutto se stessi essere persone diverse… per amore! Infatti,
ogni scelta che noi prendiamo nella vita, piccola o grande, bella o brutta,
rappresenta un’aggiunta a quella trama fondamentale e cambiare è possibile solo
in (minima?) parte.
Diventa
allora importante instaurare con se stessi un rapporto sincero e creativo,
perché cambiare non è così scontato, poiché il passato detta legge, anche se è…
passato! Il passato, in fondo, sei tu: sei “passato” di lì, anche in ciò in cui
oggi non ti riconosci più… Anzi, forse sei quello che sei proprio perché sei
“passato di lì”, anche da quella o da quell’altra scelta…
La nostra
biografia va accettata in modo dinamico perché senza di essa non possiamo
costruire il nostro futuro! E’ il Signore che ci aiuta a restituire alla nostra
storia personale (e di Comunità) la dignità di “storia della salvezza”, ovvero
un percorso nel quale si rivela la luce dalle ombre, un percorso nel quale nulla
di ciò che è stato viene escluso dall’amorevolezza con cui Gesù guarda la
storia.
E’ difficile
riconoscere in una vita “sbagliata” una storia di salvezza: sarebbe bello
azzerare tutto e ripartire, facendo finta che nulla sia accaduto… Sbarazzarsi
del passato e alleggerire il percorso… Ma il prezzo è quello di rendere non
autentica una parte della nostra vita, e magari neanche breve. La via della
autenticità è più difficile, ma regala vita autentica.
Il
vostro parroco