giovedì 5 giugno 2014

INSIEME n° 139 - 8 Giugno 2014 - anno 4° dall'entrata nella nuova Chiesa

       Cari amici e care amiche,
sta per prendere avvio l’oratorio feriale! Ho già spiegato ai genitori la scelta di questo “titolo” (ai tempi di don Gianni si chiamava “il paese dei balossi”!): l’accento è sulla parola “feriale”, sinonimo di quotidiano, come è la vita, quella di tutti i giorni. Non per niente, quasi tutti si fermano anche a mangiare a pranzo: segno che l’oratorio diventa come una grande casa! Lì, infatti, si possono costruire e gettare le fondamenta di una vita capace di scegliere e di mantenere parole e impegni. E anche se “l’oratorio feriale” sembrerebbe fuori dall’ordinario – appunto non feriale! – perché organizzato solo d’estate, al termine delle scuole, in realtà chiamarlo “feriale” richiama il fatto che l’oratorio lavora tutti i giorni! L’oratorio è feriale in quanto tale, perché c’è tutto l’anno!
Quali sono gli ingredienti dell’oratorio feriale? Saranno gli ingredienti di sempre, in particolare l’oratorio feriale… d’estate! Anzitutto “gli altri”, la comunità, che per un bambino coincide con l’oratorio. Certo, ci sono anche altri gruppi, scuola, sport, vicini di casa… Ma l’oratorio ha la caratteristica di essere sganciato da un obiettivo particolare (la cultura, la salute, la compagnia): all’oratorio… si diventa grandi insieme! Poi, all’oratorio feriale si gioca: tutti conosciamo l’importanza del gioco nello sviluppo della personalità di un bambino. Un gioco ambientato, che fa passare dei valori; un gioco regolato, che aiuta a rispettare gli altri e a misurarsi con i propri limiti e le proprie doti. Basta osservare con attenzione un bambino che gioca per conoscere molto di lui… Ancora: all’oratorio feriale si prega. I bambini imparano a sentirsi non solo “cuccioli d’uomo”, ma anche figli di Dio, conoscendo Gesù, il… “Progetto uomo”! Una preghiera semplice, gioiosa, che comunichi anche a loro la bellezza di una vita che segue le orme di Gesù. Una preghiera agganciata al Battesimo che hanno ricevuto, al ringraziamento che molti fanno prima di mangiare nella propria casa, a quell’andare alla Pasqua domenicale che tante famiglie stanno scegliendo. Infine, la piscina, i laboratori, i tornei, la merenda, la gita (impostata secondo i criteri della sobrietà, dell’ecologia e dell’attività motoria), sono altri elementi che aggiungono smalto a quei tre “ pilastri” feriali di prima. Tutta questa “ferialità” è resa possibile – animata! – da tanti volontari, ragazzi e ragazze, adulti, coordinati dai responsabili, a cui rendiamo onore e grazie. Infatti, molti di loro, proprio crescendo nella “ferialità” dell’oratorio, all’ombra dei suoi faticosi passi, attratti dal modo di spendersi per gli altri secondo il Vangelo, trovano senso nell’offrire loro stessi, perché poi molti altri ancora sperimentino la gioia di “venir sù” all’oratorio… Giorno per giorno…
                    Il vostro parroco