Cari
amici e care amiche,
sta per
prendere avvio l’oratorio feriale! Ho già spiegato ai genitori la scelta di
questo “titolo” (ai tempi di don Gianni si chiamava “il paese dei balossi”!):
l’accento è sulla parola “feriale”, sinonimo di quotidiano, come è la vita,
quella di tutti i giorni. Non per niente, quasi tutti si fermano anche a mangiare
a pranzo: segno che l’oratorio diventa come una grande casa! Lì, infatti, si possono
costruire e gettare le fondamenta di una vita capace di scegliere e di mantenere
parole e impegni. E anche se “l’oratorio feriale” sembrerebbe fuori
dall’ordinario – appunto non feriale! – perché organizzato solo d’estate, al
termine delle scuole, in realtà chiamarlo “feriale” richiama il fatto che
l’oratorio lavora tutti i giorni! L’oratorio è feriale in quanto tale, perché
c’è tutto l’anno!
Quali sono
gli ingredienti dell’oratorio feriale? Saranno gli ingredienti di sempre, in
particolare l’oratorio feriale… d’estate! Anzitutto “gli altri”, la comunità,
che per un bambino coincide con l’oratorio. Certo, ci sono anche altri gruppi,
scuola, sport, vicini di casa… Ma l’oratorio ha la caratteristica di essere
sganciato da un obiettivo particolare (la cultura, la salute, la compagnia):
all’oratorio… si diventa grandi insieme!
Poi, all’oratorio feriale si gioca:
tutti conosciamo l’importanza del gioco nello sviluppo della personalità di un
bambino. Un gioco ambientato, che fa passare dei valori; un gioco regolato, che
aiuta a rispettare gli altri e a misurarsi con i propri limiti e le proprie
doti. Basta osservare con attenzione un bambino che gioca per conoscere molto
di lui… Ancora: all’oratorio feriale si
prega. I bambini imparano a sentirsi non solo “cuccioli d’uomo”, ma anche
figli di Dio, conoscendo Gesù, il… “Progetto uomo”! Una preghiera semplice,
gioiosa, che comunichi anche a loro la bellezza di una vita che segue le orme
di Gesù. Una preghiera agganciata al Battesimo che hanno ricevuto, al
ringraziamento che molti fanno prima di mangiare nella propria casa, a
quell’andare alla Pasqua domenicale che tante famiglie stanno scegliendo. Infine,
la piscina, i laboratori, i tornei, la merenda, la gita (impostata secondo i
criteri della sobrietà, dell’ecologia e dell’attività motoria), sono altri
elementi che aggiungono smalto a quei tre “ pilastri” feriali di prima. Tutta
questa “ferialità” è resa possibile – animata! – da tanti volontari, ragazzi e
ragazze, adulti, coordinati dai responsabili, a cui rendiamo onore e grazie. Infatti,
molti di loro, proprio crescendo nella “ferialità” dell’oratorio, all’ombra dei
suoi faticosi passi, attratti dal modo di spendersi per gli altri secondo il
Vangelo, trovano senso nell’offrire loro stessi, perché poi molti altri ancora
sperimentino la gioia di “venir sù” all’oratorio… Giorno per giorno…
Il
vostro parroco