Cari
amici e care amiche,
abbiamo
concluso il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla preghiera del
Rosario.
Lo abbiamo
pregato in tanti luoghi del nostro quartiere anche come gesto di attenzione a
tutti coloro che restano assenti dalla Pasqua domenicale… Un gesto, quindi, che
diventa un discreto invito a quell’appuntamento fondamentale della Comunità
cristiana in un quartiere: perché il Rosario “conduce” a Gesù…
Infatti la
preghiera del Rosario è fatta per meditare “i misteri”, cioè i modi con cui Dio
si è rivelato nella umanità di Gesù di Nazareth: tutto il Rosario non è
nient’altro che una lunga contemplazione dello svelamento del volto di Dio. In
buona compagnia: quella della Madre di Dio! Ella ci accompagna amorevolmente
alla soglia del Mistero del suo Figlio. Un Mistero a cui Lei stessa ha “dovuto”
credere e affidarsi! Lei, “Figlia del suo Figlio”!
Lo scopo del
“dire il Rosario”, dunque, è quello di accompagnare e introdurre a Gesù: Maria
è contenta non “quando si dice il Rosario”, ma quando - “dicendolo” - lo si
prega, cioè per mezzo di esso “sentiamo Gesù”, ovvero ascoltiamo la Sua Parola.
Ecco,
allora, l’obiettivo del Rosario: che ciascuno ascolti la Parola, legga e preghi
il Vangelo e - così facendo - cerchino e incontrino il Risorto.
Infatti le
persone che pregano davvero il Rosario si distinguono facilmente per il loro
amore alla Parola di Gesù! Chi entra in intimità con Maria diventa inevitabilmente
un assetato della Parola e di conseguenza non risulta mai uno spettatore della
sua vita, della sua famiglia e della sua comunità.
I frutti di
una autentica devozione a Maria, insomma, non sono difficili da identificare!
Il
vostro parroco