giovedì 24 aprile 2014

INSIEME n° 133 - 27 Aprile 2014 - anno 4° dall'entrata nella nuova Chiesa

Cari amici e care amiche,
nei giorni scorsi, della Settimana Santa, e durante la Quaresima ci siamo raccontati “le nostre storie”, nelle confessioni e nei colloqui. Il raccontare avviene abbastanza spesso, ed è importante soprattutto per i lontani, per quelli che stanno ai margini della Comunità e della Chiesa e anche per quelli che… “teniamo ai margini”… Queste persone “periferiche” sono attratte da quello che raccontiamo di autentico, cioè da quello che è riferito alla nostra esperienza, soprattutto di fede e di ricerca. Le cose migliori di cui noi parliamo, infatti,  sono quelle che parlano di ciò che siamo e viviamo, della direzione in cui andiamo! Le persone “lontane”, invece, capiscono subito se le tue sono solo chiacchiere ed abitudine a parlare male degli altri, se è quel criticare tutto e tutti senza il coraggio e l’onestà di verificare quello che si dice, “accontentandosi” del “sentito dire”. Come è importante, allora, raccontare la storia fondamentale della nostra vita, le nostre piccole storie, di come Gesù si è rivelato nella mia vita, di come si è fatto compagno della mia strada, di cosa Lui mi ha fatto capire. E’ importante anche perché mi accorgo che la mia storia non parla semplicemente di me, parla anche della mia famiglia, degli amici, del mio quartiere, della mia cultura…  La mia storia, mentre la racconto, si chiarisce a me e divento comprensibile… a me stesso! Chi mi ascolta viene affascinato dalla storia e si interroga sulla sua. Se poi è alla ricerca, si avvicinerà per ascoltare ancora, e poi ancora e poi ancora… Perché la fede nasce dall’ascolto. Ascoltare Dio nella Storia, la storia di Gesù, la tua storia. E’ ancora e sempre Pasqua.
                    Il vostro parroco