giovedì 17 aprile 2014

INSIEME n° 132 - 20 Aprile 2014 - anno 4° dall'entrata nella nuova Chiesa

       Cari amici e care amiche,
vi ringrazio che in tanti avete risposto alla mia richiesta di aiuto per le confessioni: aiutarmi a confessare, infatti, ha voluto dire confessarsi durante la quaresima o alle confessioni comunitarie o – come farò io – dopo Pasqua, lasciando così il venerdì santo e il sabato santo “liberi” per tutti coloro che sentono il richiamo della Pasqua solo una volta all’anno e non tutte le domeniche. Sono tantissimi, e siccome anche a queste persone voglio bene, mi piacerebbe che facessimo loro posto in questa occasione… lasciando il posto!
E’ importante confessare i nostri peccati perché lasciamo da parte la presunzione di essere dei campioni!
Ci sono peccati che ritornano, molti non si fanno più o ricompaiono in alcuni periodi della vita, altri si commettono sotto pressione di situazioni difficili o occasionali: è classico l’odio verso una persona che ci ha fatto un torto grave. Altri peccati rimangono sempre, nonostante tutto, età e situazioni: sono… i “nostri” peccati! Ognuno di noi, forse, ha il suo “peccato originale”, suo proprio, quello che gli ricorda: “guarda che, in fondo in fondo, tu non ami Dio…”… Questo ci fa soffrire. Magari di alcuni peccati che confessiamo neppure proviamo dolore, ma “il nostro peccato originale” può essere capace di scoraggiarci, “ci prende”, al punto da farsi piacere e da farci soffrire nel contempo, in modo tale che noi possiamo dipendere da esso e che alla fine noi diciamo “sono fatto così”…
Questo peccato “originale”, però, ci aiuta a guardare all’amore, alla pazienza di Gesù. Infatti Gesù ha amato i suoi amici senza condizioni, persone incerte, che non si sono fidate mai fino in fondo, che hanno frainteso le sue parole e fatto finta di non capire che uno dei prezzi dell’amore è il coraggio. Mi colpisce sempre come nell’Orto del Getzemani, quando Gesù chiede ai suoi discepoli un’oretta di compagnia (“Restate qui e vegliate con me”, Mt 26,38) prima di andare incontro alla cattura, loro si addormentano! In fondo si trattava solo di un po’ di compagnia a un disgraziato condannato a morte! Ebbene, Gesù non li rimprovera né denuncia la disfatta (tipo: da voi non ci si può aspettare che questo!). L’amore di Gesù non pretende, sa aspettare che un Altro, lo Spirito, cambi i cuori di coloro che pur aveva scelto.
Quello Spirito che il Risorto ha donato per cambiare anche i nostri cuori… Di Pasqua in Pasqua. Quella buona…
                    Il vostro parroco