Cari
amici e care amiche,
vi
ringrazio che in tanti avete risposto alla mia richiesta di aiuto per le
confessioni: aiutarmi a confessare, infatti, ha voluto dire confessarsi durante
la quaresima o alle confessioni comunitarie o – come farò io – dopo Pasqua,
lasciando così il venerdì santo e il sabato santo “liberi” per tutti coloro che
sentono il richiamo della Pasqua solo una volta all’anno e non tutte le
domeniche. Sono tantissimi, e siccome anche a queste persone voglio bene, mi piacerebbe
che facessimo loro posto in questa occasione… lasciando il posto!
E’
importante confessare i nostri peccati perché lasciamo da parte la presunzione
di essere dei campioni!
Ci
sono peccati che ritornano, molti non si fanno più o ricompaiono in alcuni
periodi della vita, altri si commettono sotto pressione di situazioni difficili
o occasionali: è classico l’odio verso una persona che ci ha fatto un torto
grave. Altri peccati rimangono sempre, nonostante tutto, età e situazioni:
sono… i “nostri” peccati! Ognuno di noi, forse, ha il suo “peccato originale”,
suo proprio, quello che gli ricorda: “guarda che, in fondo in fondo, tu non ami
Dio…”… Questo ci fa soffrire. Magari di alcuni peccati che confessiamo neppure
proviamo dolore, ma “il nostro peccato originale” può essere capace di scoraggiarci,
“ci prende”, al punto da farsi piacere e da farci soffrire nel contempo, in
modo tale che noi possiamo dipendere da esso e che alla fine noi diciamo “sono
fatto così”…
Questo
peccato “originale”, però, ci aiuta a guardare all’amore, alla pazienza di
Gesù. Infatti Gesù ha amato i suoi amici senza condizioni, persone incerte, che
non si sono fidate mai fino in fondo, che hanno frainteso le sue parole e fatto
finta di non capire che uno dei prezzi dell’amore è il coraggio. Mi colpisce
sempre come nell’Orto del Getzemani, quando Gesù chiede ai suoi discepoli un’oretta
di compagnia (“Restate qui e vegliate con me”, Mt 26,38) prima di andare
incontro alla cattura, loro si addormentano! In fondo si trattava solo di un
po’ di compagnia a un disgraziato condannato a morte! Ebbene, Gesù non li
rimprovera né denuncia la disfatta (tipo: da voi non ci si può aspettare che questo!).
L’amore di Gesù non pretende, sa aspettare che un Altro, lo Spirito, cambi i
cuori di coloro che pur aveva scelto.
Quello
Spirito che il Risorto ha donato per cambiare anche i nostri cuori… Di Pasqua
in Pasqua. Quella buona…
Il
vostro parroco