Cari amici e care amiche,
mentre
scrivo questo 130simo editoriale siamo alla vigilia del pellegrinaggio delle
parrocchie di Pioltello a Roma per l’udienza generale del Papa. Vi rendo
partecipi dei miei sentimenti e dei miei pensieri.
Anzitutto
ho raccolto le richieste di preghiera di tanti per portarle sulla tomba di
Pietro e degli altri Papi. Uno dei miei compiti è quello della preghiera per il
popolo: portare al Signore le necessità e le richieste della gente. Per questo
sento che l’occasione di questo pellegrinaggio è un dono, un regalo, che viene
fatto non solo a chi materialmente ci va, ma al nostro quartiere, alla nostra
Città, alla nostra Comunità. Siamo infatti rappresentanti di tutti, non
privilegiati e basta!
Poi
capisco che fare le cose insieme alle altre parrocchie ha un valore che parla
da sé, fare le cose insieme! Significa sentirsi dentro un cammino di Chiesa che
non è solo il campanile, ma è quello della fede e della Chiesa grande, quella
cattolica, apostolica, una e santa. Quella che ha come “parroco” proprio il
Papa! Questo ci aiuta a superare quelle fastidiose accentuazioni delle
diversità legate alla storia di un quartiere, alle caratteristiche delle sue
persone etc etc… Così fastidiose che non fanno altro che alimentare divisioni,
pregiudizi e stupide rivalità… La fede, invece, ci unisce tra diversi; la
Chiesa raduna le chiese; il Vangelo attira chiunque a Gesù… Siamo in cammino
insieme grazie alla fede, alla Chiesa, al Vangelo: è per questo che ci siamo incontrati
e conosciuti! Un altro dono, un altro regalo!
Infine
incontreremo il Papa. Perché i cristiani tutti vanno da una persona? Da questa
persona? Cioè dal Papa, qualsiasi sia il suo nome e il suo volto? Non è una
persona speciale, è uno di noi… Cosa lo rende importante per la fede dei
cristiani? Il fatto che sia stato Gesù a volere il Papa, a volere Pietro come
“roccia”. La fede ha bisogno di sicurezza, di solidità, perché la nostra vita
la desideriamo costruita su qualcosa di solido, di “roccioso”. Questo è Pietro,
questo è il Papa: la sua fede bella attrae e conferma la nostra. La sua fede
serena conquista la nostra e la rende sempre più certa. La sua fede forte è
cercata dalla nostra e la sprona ad affidarci a Gesù anche nelle avversità.
Solo la fede di Pietro può per grazia “rendere ferma”, certa, serena, forte, la
nostra fede. Perché Pietro, il rinnegatore, ha sperimentato Gesù come il Dio
che gli ha dato fiducia. Una fiducia senza limiti di cui anche noi sia qui che
a Roma sia ovunque, possiamo beneficiare…
Il
vostro parroco