giovedì 27 febbraio 2014

INSIEME n° 125 - 2 Marzo 2014 - anno 3° dall'entrata nella nuova Chiesa

       Cari amici e care amiche,
basta poco per capire che c’è modo e modo di dare una notizia… Basta infatti ascoltare tre o quattro telegiornali per rendersi conto delle varie modalità con cui vengono offerte notizie (tra l’altro a tutte le ore!): dietro ad ogni modo c’è sempre qualcuno che decide prima il grado di importanza di una notizia piuttosto che di un’altra e quindi insieme alla notizia viene dato a priori anche un giudizio, viene instradato anche l’eventuale giudizio sulla notizia… Tant’è che attorno alle notizie che riguardano la politica piuttosto che la Chiesa ruotano più luoghi comuni che pensieri basati sui fatti… Ma vediamo… C’è la notizia, ma corredata da una frase o da una battuta o da una domanda che inietta già la reazione polemica o di gossip, per cui una fatto diventa “spettacoloso”, accattivante, attraente: la notizia diventa “diversamente vera”! Poi c’è la notizia, sì, ma spiegata così all’osso, così stringata, che in buona o in cattiva fede, un concetto complesso o con varie sfumature presentato in tal maniera ha lo stesso effetto di non interpretarlo alla maniera giusta: è la notizia semplificata. C’è anche la notizia costruita su una frase isolata, sganciata dal contesto e dal ragionamento, quel modo che di solito viene usato quando il Papa parla di temi “scottanti” o comunque quando la Chiesa si pronuncia su questioni importanti: l’esito è sempre uno solo, cioè rendere incompleto e spesso fuorviante l’intero discorso… C’è la notizia distorta, ovvero un fatto o un gesto interpretato parzialmente o collegato ad altri contesti. Classico è anche forzare una notizia, ovvero enfatizzare una notizia, oltre il dovuto, attribuendo ad essa un titolo grande, che cattura l’attenzione, ma che poi di fatto andando a vedere “dice niente”! Questo è un vero e proprio inganno, come anche la notizia amplificata, per suscitare un’eco più vasta, per dare peso ad una realtà che magari riguarda proprio poche persone, caricando la notizia di significati anomali: questo aiuta a dimenticare i veri problemi! Infine c’è la notizia propriamente falsa, probabilmente molto più frequente come modalità di quanto si pensi: non tanto per il gusto di darle false, ma perché ci sono obiettivi precisi, perché c’è molta superficialità (l’importante è “dire” per “uscire con una notizia”, per pregiudizi e anche per involontarie (si spera sempre) omissioni. Il problema è che una notizia falsa resta, anche quando viene smentita: infatti fa più rumore una notizia falsa che una smentita vera. E poiché questa diventa una regola di mercato, i mass media continuano a dare imperterriti anche notizie false che agitano le acque e stimolano ascolti e dibattiti, sul nulla.
Questa è anche una regola… delle nostre chiacchiere! Qui, invece, possiamo lavorarci su da subito e incominciare a diffondere dal telegiornale della nostra vita le… buone notizie…
                    Il vostro parroco