Cari amici e care amiche,
basta
poco per capire che c’è modo e modo di dare una notizia… Basta infatti
ascoltare tre o quattro telegiornali per rendersi conto delle varie modalità
con cui vengono offerte notizie (tra l’altro a tutte le ore!): dietro ad ogni
modo c’è sempre qualcuno che decide prima il grado di importanza di una notizia
piuttosto che di un’altra e quindi insieme alla notizia viene dato a priori
anche un giudizio, viene instradato anche l’eventuale giudizio sulla notizia…
Tant’è che attorno alle notizie che riguardano la politica piuttosto che la
Chiesa ruotano più luoghi comuni che pensieri basati sui fatti… Ma vediamo… C’è
la notizia, ma corredata da una frase o da una battuta o da una domanda che
inietta già la reazione polemica o di gossip, per cui una fatto diventa
“spettacoloso”, accattivante, attraente: la notizia diventa “diversamente vera”!
Poi c’è la notizia, sì, ma spiegata così all’osso, così stringata, che in buona
o in cattiva fede, un concetto complesso o con varie sfumature presentato in
tal maniera ha lo stesso effetto di non interpretarlo alla maniera giusta: è la
notizia semplificata. C’è anche la notizia costruita su una frase isolata,
sganciata dal contesto e dal ragionamento, quel modo che di solito viene usato
quando il Papa parla di temi “scottanti” o comunque quando la Chiesa si
pronuncia su questioni importanti: l’esito è sempre uno solo, cioè rendere
incompleto e spesso fuorviante l’intero discorso… C’è la notizia distorta, ovvero
un fatto o un gesto interpretato parzialmente o collegato ad altri contesti.
Classico è anche forzare una notizia, ovvero enfatizzare una notizia, oltre il
dovuto, attribuendo ad essa un titolo grande, che cattura l’attenzione, ma che
poi di fatto andando a vedere “dice niente”! Questo è un vero e proprio
inganno, come anche la notizia amplificata, per suscitare un’eco più vasta, per
dare peso ad una realtà che magari riguarda proprio poche persone, caricando la
notizia di significati anomali: questo aiuta a dimenticare i veri problemi!
Infine c’è la notizia propriamente falsa, probabilmente molto più frequente
come modalità di quanto si pensi: non tanto per il gusto di darle false, ma
perché ci sono obiettivi precisi, perché c’è molta superficialità (l’importante
è “dire” per “uscire con una notizia”, per pregiudizi e anche per involontarie
(si spera sempre) omissioni. Il problema è che una notizia falsa resta, anche
quando viene smentita: infatti fa più rumore una notizia falsa che una smentita
vera. E poiché questa diventa una regola di mercato, i mass media continuano a
dare imperterriti anche notizie false che agitano le acque e stimolano ascolti
e dibattiti, sul nulla.
Questa
è anche una regola… delle nostre chiacchiere! Qui, invece, possiamo lavorarci
su da subito e incominciare a diffondere dal telegiornale della nostra vita le…
buone notizie…
Il
vostro parroco