Cari amici e care amiche,
chi
di noi quel 28 febbraio dello scorso anno, vedendo alla televisione levarsi in
volo l’elicottero bianco che portava Benedetto XVI a CastelGandolfo, non si è
lasciato scappare qualche lacrima? Dopo l’annuncio choc di Papa Ratzinger, in
un latino molto comprensibile, ma che nessuno voleva capire, subito tradotto e
scritto in tutte le lingue, ci siamo domandati: e adesso? La Chiesa e l’intera
società sono rimaste sgomente, aldilà dell’appartenenza ecclesiale o no,
dinnanzi a una pagina di storia senza precedenti: i commentatori e gli opinionisti
scatenati e ognuno a disegnare gli scenari possibili… E adesso, a bocce ferme,
dopo un anno sappiamo rispondere. Anzitutto risponde Papa Bergoglio, il
successore, che ha voluto incontrare Benedetto dopo la sua elezione e anche
altre volte “ufficialmente”, e chissà quante altre volte al telefono “in
segreto”, dicendo di lui: “per me è un uomo di Dio, un uomo umile, un uomo che
prega… è un grande!”. Siamo dunque introdotti ad una inedita quotidianità di
“due Papi”, l’uno nascosto nella stiva della barca di Pietro, in studio e
preghiera, l’altro al timone della barca per dirigerla “in uscita” verso le
sfide che l’attendono. Un’altra risposta è di una signora che mi ha detto:
“Benedetto con la sua umiltà e la sua profondità di pensiero ci ha traghettato
dal “gigante” Giovanni Paolo II all’entusiasmante e coinvolgente Francesco!”.
Quasi a dire che nella Chiesa, da sempre, partendo “dall’alto” fino all’ultimo
cristiano, in una regione remota di un qualsivoglia continente, ognuno fa la
sua parte, grazie allo Spirito che soffia dove vuole e ci precede, agendo prima
di noi, nonostante noi e meglio di noi! E infine, questo è pensiero mio, le
diverse personalità dei nostri Papi ci suggeriscono che nella Chiesa, da
sempre, partendo “dall’alto, appunto, fino all’ultimo cristiano, ognuno non
solo fa la sua parte, ma la fa “a modo suo”, contribuendo alla sua maniera, con
i suoi limiti e le sue “specialità”: è profondamente
sbagliato lamentarsi nel confronto e fare delle preferenze in questo campo… Il
ministero del Papa da sempre è stato vissuto con modalità differenziate, in
quanto Esso obbedisce allo Spirito nelle diverse circostanze della storia: c’è
“pluralismo” nel modo di essere Papa! Come da sempre nella Chiesa c’è stato
pluralismo nel modo di diventare santi!!! Questa è la dimostrazione che la
Chiesa non annuncia se stessa, le cose che fa, le strutture che ha, ma Colui
che l’ha fondata e la fa vivere… In conclusione l’insegnamento che ciascuno può
finalmente portare a casa - dopo un anno - è quello che Benedetto richiamava
durante la sua ultima udienza generale del 27 febbraio 2013: “Mi sono sentito
come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci
ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è
stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed
il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava
dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre
saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il
Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche
attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Questa è stata ed è
una certezza, che nulla può offuscare”.