giovedì 20 febbraio 2014

INSIEME n° 124 - 23 Febbraio 2014 - anno 3° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
chi di noi quel 28 febbraio dello scorso anno, vedendo alla televisione levarsi in volo l’elicottero bianco che portava Benedetto XVI a CastelGandolfo, non si è lasciato scappare qualche lacrima? Dopo l’annuncio choc di Papa Ratzinger, in un latino molto comprensibile, ma che nessuno voleva capire, subito tradotto e scritto in tutte le lingue, ci siamo domandati: e adesso? La Chiesa e l’intera società sono rimaste sgomente, aldilà dell’appartenenza ecclesiale o no, dinnanzi a una pagina di storia senza precedenti: i commentatori e gli opinionisti scatenati e ognuno a disegnare gli scenari possibili… E adesso, a bocce ferme, dopo un anno sappiamo rispondere. Anzitutto risponde Papa Bergoglio, il successore, che ha voluto incontrare Benedetto dopo la sua elezione e anche altre volte “ufficialmente”, e chissà quante altre volte al telefono “in segreto”, dicendo di lui: “per me è un uomo di Dio, un uomo umile, un uomo che prega… è un grande!”. Siamo dunque introdotti ad una inedita quotidianità di “due Papi”, l’uno nascosto nella stiva della barca di Pietro, in studio e preghiera, l’altro al timone della barca per dirigerla “in uscita” verso le sfide che l’attendono. Un’altra risposta è di una signora che mi ha detto: “Benedetto con la sua umiltà e la sua profondità di pensiero ci ha traghettato dal “gigante” Giovanni Paolo II all’entusiasmante e coinvolgente Francesco!”. Quasi a dire che nella Chiesa, da sempre, partendo “dall’alto” fino all’ultimo cristiano, in una regione remota di un qualsivoglia continente, ognuno fa la sua parte, grazie allo Spirito che soffia dove vuole e ci precede, agendo prima di noi, nonostante noi e meglio di noi! E infine, questo è pensiero mio, le diverse personalità dei nostri Papi ci suggeriscono che nella Chiesa, da sempre, partendo “dall’alto, appunto, fino all’ultimo cristiano, ognuno non solo fa la sua parte, ma la fa “a modo suo”, contribuendo alla sua maniera, con i suoi limiti e le sue “specialità”: è profondamente sbagliato lamentarsi nel confronto e fare delle preferenze in questo campo… Il ministero del Papa da sempre è stato vissuto con modalità differenziate, in quanto Esso obbedisce allo Spirito nelle diverse circostanze della storia: c’è “pluralismo” nel modo di essere Papa! Come da sempre nella Chiesa c’è stato pluralismo nel modo di diventare santi!!! Questa è la dimostrazione che la Chiesa non annuncia se stessa, le cose che fa, le strutture che ha, ma Colui che l’ha fondata e la fa vivere… In conclusione l’insegnamento che ciascuno può finalmente portare a casa - dopo un anno - è quello che Benedetto richiamava durante la sua ultima udienza generale del 27 febbraio 2013: “Mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Questa è stata ed è una certezza, che nulla può offuscare”.

                    Il vostro parroco