giovedì 13 febbraio 2014

INSIEME n° 123 - 16 Febbraio 2014 - anno 3° dall'entrata nella nuova Chiesa


Cari amici e care amiche,
la lettura della esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco mi ha suscitato tante riflessioni che a mo’ di “indice” vorrei condividere, nell’intento di aiutare chi vorrà leggerla ad avere almeno, in estrema sintesi, delle coordinate. Anzitutto mi ha colpito il suo carattere “programmatico”, ovvero mi sembra che il Vescovo di Roma, che presiede alla carità universale, abbia tracciato le coordinate dell’impegno futuro della Chiesa: dopo l’anno della fede nel quale abbiamo riscoperto la bellezza della fede, ora siamo chiamati a viverla “in uscita”, in costante “conversione”, incarnandola nei “limiti umani”, in una parola “in missione”. Tutto questo, per Francesco, non può avvenire che nella “gioia” – nel testo questa parola ricorre per ben 59 volte! - : la missione ha origine e forza propulsiva dall’aver ricevuto il Vangelo, la buona notizia che allontana “le facce da funerale”! Mi ha colpito anche il ruolo della parrocchia, sottolineata dal documento in maniera particolare: essa, come tutta la Chiesa, è chiamata a mettere in atto una pastorale in stato permanente di evangelizzazione, a essere sempre più Chiesa in mezzo alle case, ad accorciare le distanze, a capire problemi e speranze della gente. Interessante anche la parte sociale che il Papa inserisce nel testo (“la dimensione sociale dell’evangelizzazione”): parla del rifiuto di un’economia che anziché essere strumento a favore dell’uomo e del suo sviluppo, diventa idolo al quale sacrificare intere popolazioni; e poi di pace tra i popoli, della difesa della vita e della famiglia, dell’opzione preferenziale dei poveri… Un vero trattato di dottrina sociale della Chiesa! E’ bello che il Papa, poi, aiuti anche noi sacerdoti in quel compito molto impegnativo e delicato che è la predica, l’omelia: ho trovato grande incoraggiamento e sostegno in quella parte a noi dedicata! Inoltre, gli strumenti della evangelizzazione devono avere per Francesco caratteristiche positive: la vicinanza, il rispetto, la compassione, la pazienza per la fatica del cammino di maturazione di ciascuno. Gli strumenti, alla fine, siamo noi! Alla fine, infatti,  capisco che l’evangelizzazione passa dal nostro cammino di conversione personale, passa dal nostro incontro personale con l’amore di Gesù che ci salva, passa per l’azione misteriosa del Risorto che ci precede. Questa è la Chiesa! Infine, un rilievo meritano le parole spese dal Papa sul ruolo dei laici e delle donne. Termino accennando ad uno dei tanti equivoci a cui questa straordinaria esortazione del Santo Padre potrebbe andare incontro: l’accento squisitamente evangelico posto sulla misericordia di Dio non dovrebbe essere scambiato con l’oscuramento del senso del peccato: adesso va bene tutto! Non ci sono più le regole! Il peccato rimane peccato, non è cambiato niente: in Papa Bergoglio è molto ben presente il senso del peccato… Ma la misericordia di Dio è più grande! Buona lettura.
                    Il vostro parroco