Cari
amici e care amiche,
in
occasione della Giornata mondiale del malato ringraziamo anzitutto tutti gli
ammalati e gli infermi della nostra Comunità che pregano per noi e si sentono
parte del nostro cammino di discepoli di Gesù, pur nella loro immobilità e nella
loro malattia. Essi sono una sorgente fresca di Grazia per noi che diciamo di
avere poco tempo per pregare! E poi un grazie a tutti coloro che a vario titolo
si prendono cura e danno loro attenzione. In modo particolare ai ministri
straordinari dell’Eucarestia. Essi hanno il compito di aiutare – soprattutto durante
la Pasqua domenicale – nella distribuzione del Pane eucaristico, ma anche di
portare agli infermi la Comunione. E’ gente che ha compiuto un percorso
apposito per questo ministero nella Comunità: essi si impegnano ad avere una
vita spirituale, ovvero una vita che segue lo Spirito di Gesù e di Dio, non il
proprio; si impegnano nella corresponsabilità pastorale; si impegnano in quella
esemplarità di vita alla quale è chiamato ogni seguace di Gesù. Non escludo,
però, che quando capita in una famiglia anche una malattia transitoria, siano
gli stessi famigliari a portare la Comunione all’ammalato. Famigliari già
minimamente “famigliari” con la Pasqua domenicale, certamente… Questo permette
all’ammalato di coltivare il senso di comunione con i fratelli che sono
radunati da Gesù per celebrare la sua Pasqua: è molto diverso che dalla
televisione!!! Inoltre, permette all’ammalato di sentirsi unito a Gesù e
sentirsi sorretto nella sua fede, provata dal dolore e dalla sofferenza. E la
differenza si sente e si vede… Ho, invece, un po’ di tristezza quando una
persona che ha sempre frequentato la Comunità e la Pasqua domenicale, proprio
nel momento della malattia mette da parte, per falso pudore o per imbarazzo, il
suo desiderio di Comunione con Gesù e con la Comunità… Così come ho un po’ di
tristezza quando i parenti della stessa persona fanno finta che l’ammalato non
sia mai stato credente in Gesù… Si viene così a creare una sorta di alone di
omertà e di silenzio brutto, proprio su ciò che - quando si stava bene -
sembrava essere importante…
Gesù
ha grande desiderio di non essere troppo “confinato” nella fortuna della
salute, ma di raggiungerci anche nelle sfortune dell’esistenza e camminare con
noi “nella valle oscura” per “non temere alcun male”… (Salmo 23)
Il
vostro parroco