giovedì 6 febbraio 2014

INSIEME n° 122 -9 Febbraio 2014 - anno 3° dall'entrata nella nuova Chiesa



  Cari amici e care amiche,
in occasione della Giornata mondiale del malato ringraziamo anzitutto tutti gli ammalati e gli infermi della nostra Comunità che pregano per noi e si sentono parte del nostro cammino di discepoli di Gesù, pur nella loro immobilità e nella loro malattia. Essi sono una sorgente fresca di Grazia per noi che diciamo di avere poco tempo per pregare! E poi un grazie a tutti coloro che a vario titolo si prendono cura e danno loro attenzione. In modo particolare ai ministri straordinari dell’Eucarestia. Essi hanno il compito di aiutare – soprattutto durante la Pasqua domenicale – nella distribuzione del Pane eucaristico, ma anche di portare agli infermi la Comunione. E’ gente che ha compiuto un percorso apposito per questo ministero nella Comunità: essi si impegnano ad avere una vita spirituale, ovvero una vita che segue lo Spirito di Gesù e di Dio, non il proprio; si impegnano nella corresponsabilità pastorale; si impegnano in quella esemplarità di vita alla quale è chiamato ogni seguace di Gesù. Non escludo, però, che quando capita in una famiglia anche una malattia transitoria, siano gli stessi famigliari a portare la Comunione all’ammalato. Famigliari già minimamente “famigliari” con la Pasqua domenicale, certamente… Questo permette all’ammalato di coltivare il senso di comunione con i fratelli che sono radunati da Gesù per celebrare la sua Pasqua: è molto diverso che dalla televisione!!! Inoltre, permette all’ammalato di sentirsi unito a Gesù e sentirsi sorretto nella sua fede, provata dal dolore e dalla sofferenza. E la differenza si sente e si vede… Ho, invece, un po’ di tristezza quando una persona che ha sempre frequentato la Comunità e la Pasqua domenicale, proprio nel momento della malattia mette da parte, per falso pudore o per imbarazzo, il suo desiderio di Comunione con Gesù e con la Comunità… Così come ho un po’ di tristezza quando i parenti della stessa persona fanno finta che l’ammalato non sia mai stato credente in Gesù… Si viene così a creare una sorta di alone di omertà e di silenzio brutto, proprio su ciò che - quando si stava bene - sembrava essere importante…
Gesù ha grande desiderio di non essere troppo “confinato” nella fortuna della salute, ma di raggiungerci anche nelle sfortune dell’esistenza e camminare con noi “nella valle oscura” per “non temere alcun male”… (Salmo 23)
                    Il vostro parroco