Cari amici e care amiche,
nel
giro delle benedizioni natalizie ho incontrato tante badanti a cui molte
famiglie, nella necessità, hanno delegato l’assistenza del proprio caro. Sono
praticamente tutte straniere. Parlando con loro mi sono accorto che ci sono grandi
ostacoli da superare: differenze linguistiche, culturali, di abitudini
alimentari… Una “badante”, ad esempio, mi diceva di aver litigato con la figlia
dell’anziana perché non usava le pentole dove si era cucinata carne di maiale:
la figlia si è arrabbiata perché insisteva che era lei che si doveva abituare e
la badante rispondeva che c’erano anche delle cose belle della sua religione e
della sua cultura! Qualcuna delle badanti, invece, rimaneva sorpresa di come
qui da noi gli anziani non siano considerati “saggi”, “sacri”, depositari di
una “sapienza di vita” e che quindi non si sia gelosi e non ci si occupi di
loro direttamente, anche se proprio grazie a questo modo diverso nostro modo di
concepire la questione anziani loro hanno lavoro! Il tema è delicato, variegato
e ampio. Questo esempio, però, mi ha fatto riflettere su questo nostro tempo e
sul nostro quartiere: da un bel po’ è già stagione di convivenza di razze o -
come piace chiamarla al nostro Cardinale - di “meticciato di culture e civiltà”.
Questo comporta una necessaria direzione verso la quale incamminarsi nel
proprio piccolo e nell’ambiente di vita circostante: è la faticosa via
dell’integrazione, dell’accettazione reciproca, del dialogo personale e della
conoscenza, della solidarietà e dell’aiuto. Una direzione non solo indicata dal
Vangelo di Gesù, ma anche sancita dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione
Universale dei diritti dell’Uomo! Infine, mi ha sempre colpito il cosiddetto
“Graffito Munich”, un murales che inneggia alla multiculturalità: “Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è
greca. La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi. La tua auto è
giapponese e il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo
walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiana. Le tue
vacanze sono turche tunisine o marocchine. Cittadino del mondo, non rimproverare
il tuo vicino di essere… Straniero…”.
Il
vostro parroco