giovedì 9 gennaio 2014

INSIEME n° 118 - 12 Gennaio 2014 - anno 3° dall'entrata nella nuova Chiesa

Cari amici e care amiche,
l’ultima sera dell’anno ormai trascorso, con un gruppetto di coraggiosi, abbiamo pregato in chiesa, con un po’ di… sottofondo! Non è mancato però raccoglimento e intensità. Personalmente l’intensità era data dal motivo della intercessione per la pace, dal fatto che si stesse chiudendo un anno, ma soprattutto la mia preghiera è stata invasa da mille volti, quelli della mia comunità. Specialmente per lei ho pregato. Per le 64 famiglie che nel 2013 ho accompagnato nel momento del distacco dal proprio caro, per i tanti infermi e ammalati, per le 55 coppie che nell’anno scorso hanno chiesto di battezzare le loro creature, per le 8 che ho sposato, per tutte le famiglie che compiono per i loro ragazzi e ragazze il completamento dell’iniziazione cristiana con il catechismo, per i nostri gruppi parrocchiali, per i nostri poveri, per chi ho incontrato della zona A, italiani e stranieri, durante i 40 giorni delle benedizioni natalizie 2013…
Anche quando mi avvio all’altare per celebrare la Pasqua domenicale io cerco di portare con me tutti quei volti per presentarli a Gesù, per avvicinarli a Lui, perché su di essi “Il Signore faccia risplendere il suo volto e sia propizio” (Numeri 6,25). Idealmente mi piacerebbe  “caricarli su di me”, come per portare tutti con me sull’altare: penso sia questo il significato più bello della veste che copre il prete quando dice la Messa! Oltre al colore liturgico, oltre al simbolo riportato sulla veste stessa, essa mi rappresenta la comunità, i volti, i nomi, che vorrei portare a dire Messa con me, a rendere grazie. Sento di essere indegnamente “rivestito” di comunità, di volti, di storie… Sento anche di essere contraccambiato: tanti pregano per me: lo capisco quando prego, quando devo compiere delle scelte, quando mi sento scoraggiato. La preghiera è una forza, un sostegno, un aiuto: diventa un inganno quando lascia fuori gli altri. Grazie di questo dono
                    Il vostro parroco