Cari amici e care
amiche,
in
queste festività natalizie ho incontrato tanta gente che prega sul serio. Sul
serio non significa “seriosamente”, una preghiera che produce il broncio; sul
serio non significa neppure “tutto il giorno in chiesa”; e neppure significa tralasciare
il proprio dovere o la propria famiglia per andare a pregare. Sul serio
significa aprire la porta del cuore alla Parola di Gesù perché Essa possa
suscitare la risposta semplice e gioiosa della nostra vita. Infatti “si vede”
quando uno prega e io li ho visti, li ho incontrati.
Non
è gente che ha studiato: mi hanno scritto dei biglietti con qualche errore sì,
ma che emanavano affetto, gentilezza e speranza. Chi prega non giustizia
nessuno! Chi prega non è arrogante e non è pessimista!
Non
è, poi, gente che chiacchiera: mi hanno dato in mano dei soldi - vinti con una
borsa di studio, piuttosto che volontariamente messi da parte - per chi è meno
fortunato di loro o per una famiglia dove non c’è più il lavoro. Con la
richiesta di rimanere anonimi. Chi prega non si lamenta, ma fa i fatti a
partire da quello che riesce a fare e per quanto è in suo potere di fare, nel
suo piccolo. Chi prega include gli altri nella sua vita.
Ringrazio
di aver incontrato questa gente che mi ricorda all’inizio di un nuovo anno che
con la preghiera si può cambiare, si può sempre “respirare”, perché essa rende
l’esistenza bella, piena di speranza, luminosa.
Mi
sembra quasi che la preghiera “allunghi la vita”…
Il
vostro parroco