Cari amici e care amiche,
continuiamo la nostra riflessione sulle chiacchiere e sul giudicare stimolata dagli interventi su questi temi di Papa Francesco.
Un altro aspetto è che la chiacchiera potrebbe eventualmente essere anche qualcosa di giusto e di importante nel suo contenuto, ma è detta alle persone sbagliate. Le persone sbagliate sono tutti, tranne l’interessato o l’interessata!
Ecco che allora quando il malcapitato arriva, il gruppo cambia discorso, oppure, abilmente, si mette tutto sul ridere per camuffare il discorso che si era intavolato per… sparlare! Ecco che allora in una comunità si può andare avanti con i “si dice…”; “mi hanno detto che…”; “ho sentito che…”…
E l’interessato o l’interessata allora si sentono oppressi, feriti: ma come?! Chi dice così?! Non è vero!? Come è possibile?!
La comunità diventa un luogo ostile, oscuro, una lobby con i suoi “comandanti” che nell’ombra ordiscono la loro visione sulle persone, senza MAI incontrarle, dialogare, correggerle… Costoro non vogliono, forse, neppure entrare in contatto con coloro che denigrano e criticano, altrimenti scoprirebbero magari di non aver ragione! Mentre, se io metto in giro voci, se io parlo agli altri di una persona senza avere il coraggio di andare direttamente da lei, avrò comunque SEMPRE ragione!!! Questo è il bello (bruttissimo)! Ecco perché c’è una specie di gioia oscura nella chiacchiera, nella diceria, una sorta di godimento immediato, di gusto perverso: perché noi risultiamo avere sempre la ragione, noi siamo al centro, sempre… “salvi”!
Ogni volta che facciamo così, sparlando delle persone, senza la fatica di dire le cose direttamente, “facciamo la stessa cosa che ha fatto Giuda… Questa è una vendita…” (omelia 27 marzo 2013, Papa Francesco).
Dunque cerchiamo di imparare pian piano a diventare coscienti di poter essere sorgenti di chiacchiere, di dicerie, di maldicenze; di ammettere di poter rovinare la comunità pur pregando e facendo tante belle cose; di avere consapevolezza di detenere un grande potere nascosto… nella lingua! Poi, siccome la lingua è collegata con la testa e il cuore, lentamente scopriremo che il problema è profondo, interiore: allora chiediamo perdono, parliamo con Gesù di quello di cui purtroppo siamo capaci di fare (dire), rinunciando a fare giustizia con la lingua. Infine, quando dobbiamo dire qualcosa a qualcuno, quando rimaniamo male di qualcosa con qualcuno, quando credevamo che qualcuno … andiamo dall’interessato o interessata.
I dolci per il Natale cristiano hanno tutti queste… ricette…!
Il vostro parroco