Cari amici e care amiche,
dopo
aver iniziato il tempo dell’Avvento, ritorniamo sulla riflessione provocante di
Papa Francesco sulle chiacchiere e sul giudicare. Una riflessione che mi ha
stimolato a pensare sui molti aspetti che essa implica. Uno di essi è questo: siamo
certamente sempre chiamati a valutare, a esprimere ciò che per noi “vale”, ma
non a giudicare le persone in quanto tali. Invece, in un gruppo, in un
ambiente, in una discussione, è quasi – a volte – una gara a emettere le
proprie sentenze sugli altri! “Questo è un insicuro, quello non mi sembra molto
intelligente, quest’altro va vestito sempre malandato, quell’altro non ispira
molta fiducia… “… Molto spesso incominciamo a giudicare svalutando gli altri e
ci sembra di non poter far nulla contro la prima impressione.
Però,
forse, possiamo far sì, con un buon allenamento, che l’impressione non si
trasformi in giudizio sulla persona. Può capitare infatti che la persona si
riveli completamente diversa da come appare alla prima impressione! Siamo,
invece, chiamati a valutare il
comportamento della persona, prenderne le distanze se necessario, ma non spetta
a noi valutare l’uomo, la donna, come persona (questo intendiamo per
giudicare!).
Probabilmente
dobbiamo camminare nella direzione di scoprire i nostri valori, decidere per
che cosa vale la pena vivere e consumarci nello scorrere del tempo che abbiamo
a disposizione, quasi abbracciare cosa è valido e cosa non è valido. Chi possiede
dei valori, appunto, valuta; questo sì dobbiamo fare, ma non ci si dovrebbe permettere di giudicare! Chi ha scelto i suoi
valori non ha bisogno di giudicare gli altri! La presenza di valori nella nostra
vita ci aiuta a soppesare situazioni, imprevisti, incontri, per poi muoverci tranquillamente
anche con coloro che ci sono affidati e con i nostri cari, valutando, e di
conseguenza scegliendo ciò che è bene e ciò che non lo è. I greci parlando di
valori usano la parola areté, che
significa bravura, abilità, forza; i latini sottolineano quest’ultimo aspetto e
parlano di virtutes, sorgenti di
forza da cui possiamo attingere. Aggiungiamo anche l’inglese value, che deriva dal latino valère,
ovvero essere forti, essere sani. Quasi a dire che i valori conferiscono forza,
robustezza alla nostra vita e ci rendono “sani”. Non serve a nulla lamentarsi
della perdita dei valori! Occorre che ciascuno di noi diventi una specie di
“reclam” dei valori, uno “sponsor” di valori, un sostenitore di valori. Con il
moralismo, infatti, non può fiorire nessun valore! Un valore dà senso alla mia
vita? Mi ci dedico davvero, e di più, e così contrasto tutti i profeti di
sventura!
Chi
veramente ha dei valori, allora, diventa bravo, forte e abile, tramite valutazioni,
cioè tramite l’espressione dei suoi valori, a non giudicare le persone: “non
giudicate per non essere giudicati” (Lc 6,37).
Il
vostro parroco