Cari amici e care amiche,
iniziamo
con questa domenica il tempo dell’Avvento. Come già vi avevo spiegato, la
parola “avvento” deriva dal latino “ad ventus”, cioè qualcosa, qualcuno che
viene verso di te, che ti viene incontro. Da questa radice deriva anche la
parola “avventura”, che nel sentire comune richiama a qualcosa di straordinario
che faccio io: in realtà il suo significato è “qualcosa di inedito, non
programmato, inaspettato”.
Cosa
di più inaspettato della incarnazione di un Dio?
Già
questo “imprevisto” dovrebbe - un po’ per incredulità, un po’ per meraviglia e,
magari, per tutt’e due – lasciarci senza parole… Il poeta Clemente Rebora
(1885-1957) scrisse a proposito della sua conversione: “la Parola zittì
chiacchiere mie”.
L’Avvento
ci ricorda “l’avventura di Dio” in mezzo a noi, il Suo venire tra noi, come uno
di noi, senza sembrare “un dio”: Gesù di Nazareth. Infatti questa avventura
possiede un volto storico e super testimoniato che si chiama Gesù di Nazareth.
L’Avvento ritorna ogni anno per ricordarci anche che l’avventura non è finita,
come invece “finisce” l’avventura di ogni uomo e donna che riescono a venire a
questo mondo. L’Avvento ci ricorda, dunque, che Gesù, vivo, risorto, ti
raggiunge qui e ora e ti invita a fare della tua vita… una avventura!
La
sua Voce ti raggiunge e ti interpella tramite le pagine dei Vangeli e la
tradizione della Chiesa: una Voce storicamente definita e a disposizione di
tutti. Non è una voce per pochi, per i bravi, per quelli che pregano di più. E’
una Voce che non viene misteriosamente da chissà dove o a disposizione di pochi
illuminati o di quelli che hanno ricevuto chissà da chi doni speciali, carismi
personali, eredità spirituali particolari. La Voce viene da Gesù, dalla sua
vita, dalla sua sofferenza, dalla sua morte sulla croce e Resurrezione, mi
raggiunge – “ad-viene”! – avviene in me e suscita in me risonanze profonde,
chiarisce il senso della mia esistenza e le sue problematiche, mie e di tutti.
La
Voce si confonde, si storpia, tace, quando smetto di ascoltare la Parola dei
Vangeli e quando mi allontano dalla tradizione della Chiesa, pur rimanendo,
magari vantandomi, battezzato, cresimato e comunicato… Se è così, l’Avvento
trascorre come trascorre la giornata al mio gatto… Si aspetta qualcosa di buono
da mangiare per il giorno dopo…
La
Voce, invece, l’Avvento, mi pacifica e mi illumina: ed è la stessa vita
quotidiana che conferma questa Presenza del Signore, quando in essa, magari in
circostanze difficili, ci è dato di comportarci secondo Gesù. E’ un’esperienza
molto intensa, profonda, che forse non si riesce a descrivere, ma che si può
vivere: è l’Avvento.