giovedì 31 ottobre 2013

INSIEME n° 108 - 3 Novembre 2013 - anno 3° dall'entrata nella nuova Chiesa




Cari amici e care amiche,

ci sarà capitato di entrare in un contesto nuovo per noi, un gruppo di genitori per il cambio della scuola o per l’attività sportiva o per il catechismo del figlio, un condominio quando abbiamo cambiato casa… Ci sarà anche capitato il contrario, cioè di veder entrare altri in un contesto nuovo per loro…

Ed ecco che può scattare come naturale quella pratica - qualcuno sostiene che sia lo sport più diffuso! – che va sotto il nome di chiacchiera o giudizio. Si comincia a dire il primo giorno: “hai visto quel tipo, quella tipa che è arrivato, che è arrivata? Sembra buono, sembra buona… Hai notato come è vestito, come è vestita… etc etc”. Il secondo giorno: “quel tipo nuovo, quella tipa nuova, ha detto che… etc etc”. Il terzo giorno: “secondo me quel tipo appena arrivato, quella tipa appena arrivata, ha qualcosa che non va, ha un modo di fare che a pelle… Sarà anche bravo, brava, ma per me è così…”.

Tutto questo, naturalmente, come da manuale, senza averci mai parlato insieme! Addirittura basta uno sguardo alla persona per riuscire a trarre molte conclusioni e, subito, divulgarle come la verità personale, comunque verità, fino a prova contraria! Dovrà essere l’altra persona a dover smontare il nostro pre-giudizio! Un pregiudizio  che viene esibito e divulgato come verità e, una volta uscito dalla bocca, ormai destinato al confronto (chiacchiera) con le verità di altri: naturalmente, come da manuale, in assenza dell’interessato o  dell’interessata! Salvo, naturalmente, come da manuale, che l’interessato o  l’interessata, potrebbe essere prima o poi… NOI STESSI!!!

Anche il presidente della Repubblica Napolitano al meeting Anci che riunisce tutti i primi cittadini d’Italia ha accennato al “nostro sport”: “la vita pubblica e l’opinione dei cittadini sono continuamente condizionate e deviate da un’onda diffusa e continua di vociferazioni, faziosità e invenzioni calunniose…” (discorso a Firenze, 23/10/2013).

Papa Francesco, infine, ha richiamato più volte - durante le sue omelie quasi quotidiane a Santa Marta - la pratica infame di questo sport anche nella Chiesa. Ecco le sue parole: “Quelli che vivono giudicando il prossimo, parlando male del prossimo sono ipocriti. Perché non hanno la forza, il coraggio di guardare ai propri difetti. (…) Ogni volta che giudichiamo i nostri fratelli nel nostro cuore, o peggio quando ne parliamo con gli altri, siamo cristiani omicidi… Non lo dico io, ma lo dice il Signore… Su questo punto non c'è posto per le sfumature: se parli male del fratello uccidi il fratello. E ogni volta che facciamo questo imitiamo il gesto di Caino, il primo omicida”. Ancora: “Ma guardate com’è cambiata la cosa: cominciarono con bellezza, con ammirazione, e finivano con un crimine: volendo uccidere Gesù. Questo per la gelosia, l’invidia, tutte queste cose … Questa non è una cosa che è successa duemila anni fa: questo succede ogni giorno nel nostro cuore, nelle nostre comunità. Quando in una comunità si dice: ‘Ah, che buono, questo che è venuto da noi!’. Se ne parla bene il primo giorno; il secondo, non tanto; e il terzo si incomincia a spettegolare e finiscono spellandolo... Così i nazaretani ‘volevano uccidere Gesù’: ma quelli che in una comunità fanno chiacchiere sui fratelli, sui membri della comunità, vogliono uccidere: lo stesso di questo! (…) Noi siamo abituati alle chiacchiere, ai pettegolezzi. Ma quante volte le nostre comunità, anche la nostra famiglia, sono un inferno dove si gestisce questa criminalità di uccidere il fratello e la sorella con la lingua! (…) In questi giorni – ha sottolineato - stiamo parlando tanto della pace, vediamo le vittime delle armi, ma bisogna pensare anche alle nostre armi quotidiane: la lingua, le chiacchiere, lo spettegolare.” (fine prima parte)
                                               Il vostro parroco