Cari amici e care
amiche,
ci
sarà capitato di entrare in un contesto nuovo per noi, un gruppo di genitori
per il cambio della scuola o per l’attività sportiva o per il catechismo del
figlio, un condominio quando abbiamo cambiato casa… Ci sarà anche capitato il
contrario, cioè di veder entrare altri in un contesto nuovo per loro…
Ed
ecco che può scattare come naturale quella pratica - qualcuno sostiene che sia
lo sport più diffuso! – che va sotto il nome di chiacchiera o giudizio. Si
comincia a dire il primo giorno: “hai visto quel tipo, quella tipa che è
arrivato, che è arrivata? Sembra buono, sembra buona… Hai notato come è
vestito, come è vestita… etc etc”. Il secondo giorno: “quel tipo nuovo, quella
tipa nuova, ha detto che… etc etc”. Il terzo giorno: “secondo me quel tipo
appena arrivato, quella tipa appena arrivata, ha qualcosa che non va, ha un
modo di fare che a pelle… Sarà anche bravo, brava, ma per me è così…”.
Tutto
questo, naturalmente, come da manuale, senza averci mai parlato insieme! Addirittura
basta uno sguardo alla persona per riuscire a trarre molte conclusioni e,
subito, divulgarle come la verità personale, comunque verità, fino a prova
contraria! Dovrà essere l’altra persona a dover smontare il nostro
pre-giudizio! Un pregiudizio che viene
esibito e divulgato come verità e, una volta uscito dalla bocca, ormai destinato
al confronto (chiacchiera) con le verità di altri: naturalmente, come da manuale,
in assenza dell’interessato o dell’interessata!
Salvo, naturalmente, come da manuale, che l’interessato o l’interessata, potrebbe essere prima o poi…
NOI STESSI!!!
Anche
il presidente della Repubblica Napolitano al meeting Anci che riunisce tutti i
primi cittadini d’Italia ha accennato al “nostro sport”: “la vita pubblica e
l’opinione dei cittadini sono continuamente condizionate e deviate da un’onda
diffusa e continua di vociferazioni, faziosità e invenzioni calunniose…”
(discorso a Firenze, 23/10/2013).
Papa
Francesco, infine, ha richiamato più volte - durante le sue omelie quasi quotidiane
a Santa Marta - la pratica infame di questo sport anche nella Chiesa. Ecco le
sue parole: “Quelli che vivono giudicando il prossimo, parlando male del
prossimo sono ipocriti. Perché non hanno la forza, il coraggio di guardare ai
propri difetti. (…) Ogni volta che giudichiamo i nostri fratelli nel nostro
cuore, o peggio quando ne parliamo con gli altri, siamo cristiani omicidi… Non
lo dico io, ma lo dice il Signore… Su questo punto non c'è posto per le
sfumature: se parli male del fratello uccidi il fratello. E ogni volta che
facciamo questo imitiamo il gesto di Caino, il primo omicida”. Ancora: “Ma guardate com’è cambiata la cosa:
cominciarono con bellezza, con ammirazione, e finivano con un crimine: volendo
uccidere Gesù. Questo per la gelosia, l’invidia, tutte queste cose … Questa non
è una cosa che è successa duemila anni fa: questo succede ogni giorno nel
nostro cuore, nelle nostre comunità. Quando in una comunità si dice: ‘Ah, che
buono, questo che è venuto da noi!’. Se ne parla bene il primo giorno; il
secondo, non tanto; e il terzo si incomincia a spettegolare e finiscono
spellandolo... Così i nazaretani ‘volevano uccidere Gesù’: ma quelli che in una comunità fanno
chiacchiere sui fratelli, sui membri della comunità, vogliono uccidere: lo stesso
di questo! (…) Noi siamo abituati alle chiacchiere, ai pettegolezzi. Ma quante
volte le nostre comunità, anche la nostra famiglia, sono un inferno dove si
gestisce questa criminalità di uccidere il fratello e la sorella con la lingua!
(…) In questi giorni – ha sottolineato - stiamo parlando tanto della
pace, vediamo le vittime delle armi, ma bisogna pensare anche alle nostre armi
quotidiane: la lingua, le chiacchiere, lo spettegolare.” (fine prima parte)
Il
vostro parroco