giovedì 24 ottobre 2013

INSIEME n° 107 - 27 Ottobre 2013 - anno 3° dall'entrata nella nuova Chiesa



        Cari amici e care amiche,
è iniziata la visita alle case per la benedizione in occasione del Santo Natale. E’ un’opera in collaborazione tra me e ciascuno di voi. Proprio come Gesù non lavora da solo nella sua missione, nella sua evangelizzazione del mondo, così anche noi facciamo unità attorno a questa impresa! Anzitutto con la preghiera: accompagnare questo gesto facendolo precedere dall’invocazione dello Spirito affinché non si apra solo una porta, ma anche il cuore, a Gesù e al desiderio di camminare insieme alla Comunità. La collaborazione, poi, può continuare offrendosi come referente per la propria via per il recapito degli avvisi o per un accompagnamento discreto e solerte nel giro della mattina o del pomeriggio o della sera. Infatti, se non ci sono funerali o riunioni straordinarie dei preti (di solito al martedì mattina) il giro di una giornata comprende almeno tre uscite per cercare di raggiungere comunque tutti quelli di una via, in svariati orari: viene in mente la parabola del padrone che cerca operai per la sua vigna che “uscì all’alba… uscito poi verso le nove del mattino… uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre… uscito ancora verso le cinque…” (Mt 20, 1 passim). Qualcuno aspetta in casa tutto il giorno! Altri cercano di rimandare qualche impegno per stare in casa o il pomeriggio o la mattina, altri lasciano qualche parente perché sono via tutto il giorno, altri lasciano le chiavi perché sono proprio via, altri lasciano un biglietto fuori dalla porta con l’orario in cui trovarli, altri mi informano di tornare più tardi che vanno a prendere il bambino a scuola per poi portarlo in piscina, altri da dentro mi dicono di ritornare perché i loro genitori non ci sono e non possono aprire, altri non aprono perché non si fidano, non mi conoscono, credono che sia uno scherzo o una truffa, non è il momento, stanno mangiando, sono in doccia, mi sono appena svegliato, torni domani, ma proprio adesso, non è un po’ presto per il Natale etc etc… Infine la collaborazione si può esprimere propiziando l’incontro con “le periferie”, con chi si sente ai margini, con chi non frequenta o non frequenta più: almeno in due modi. Il primo è quello di avvisare discretamente e affettuosamente del passaggio chi noi conosciamo, quelli con cui abbiamo un minimo di confidenza, coloro ai quali intuiamo che farebbe bene un momento così semplice di incontro. Il secondo è di “lasciarmi andare”, di non trattenermi, quando entrerò nelle vostre case, case di persone che frequentano abitualmente, offrendo quel tempo, in cui potremmo stare bene insieme, ad altri che invece diversamente stanno alla periferia… Quel tempo che offriamo perché altri abbiano tempo, spesso è proprio quel seme che il Signore fa crescere… Quel tempo, invece, noi possiamo prendercelo sempre perché ci vediamo almeno una volta alla settimana alla Pasqua domenicale! Le periferie, invece, quando va bene, una volta all’anno, due volte, occasionalmente, mai… “La sabbia che non fa blocco, il vento la disperde. Il lucignolo che non diventa roveto ardente, il vento lo spegne. Il fiocco di neve che non si fa valanga, il sole lo consuma. La goccia d’acqua che non si fa ruscello, torrente e fiume, il sole l’asciuga…” (don Primo Mazzolari): insomma, l’unione fa la forza…

                                               Il vostro parroco