Cari amici e care amiche,
come
dice Padre Livio di radio Maria “il Rosario tiene lontano il seminatore della
zizzania”! Allora, in questo mese dedicato alla preghiera mariana per
eccellenza, proviamo a pregare il Rosario offrendolo in modo particolare per i
missionari e le missioni, che - penso lo abbiamo compreso – sono anche qui! I
missionari siamo anche noi! La missione è anche il nostro quartiere! Io stesso
mi sento missionario nel gesto delle benedizioni nelle vie del nostro quartiere
e ciascuno si può sentire tale nel luogo dove si trova. Cercando di superare
una tentazione, che poi è il modo superato di “fare la missione”… La tentazione
è quella di supporre che siamo noi ad andare a portare qualcosa di buono e di
bello agli altri… Sarà vero, ma questo modo di vedere la missione genera inevitabilmente
una sorta di superiorità e di supponenza. Gli altri possono rispondere che non
hanno bisogno o possono non accettarci! E soprattutto gli altri vivono già di
qualcosa di bello e hanno già qualcosa di buono che li aiuta a vivere! Ed è
proprio qui che allora cominciano le nostre lamentele e i giudizi negativi
sulle masse ormai incamminate alla perdizione eterna! Occorre prendere
decisamente le distanze da questa visione. Il modo corretto di servire e di andare
agli altri, invece, ci renderà umili e coscienti che siamo solo strumenti nelle
mani del Signore… Il campo è il mondo! Il campo, il mondo, è di Dio! Lui è il
missionario, noi possiamo al massimo prepararGli la strada! Il modo giusto per
“andare”, per essere missionari è anzitutto sapere e scoprire che nel mondo Dio
ha già operato e nel cuore di ciascuno ha già combinato qualcosa! Il mondo è
già pieno di bene che noi – a volte – ci ostiniamo a non vedere… Questa è la
prima missione! Che bello se la nostra pastorale fosse anzitutto questo!
Partire, andare, per portare alla luce ciò che già c’è di bene, riconoscerlo, chiamarlo per nome,
apprezzarlo, farlo conoscere… Il bene è ciò che Dio ha già combinato senza che
noi facessimo nulla: è opus Dei, opera di Dio…
Che
questa “missione” sia forse un cammino di conversione… il nostro?!
Il
vostro parroco