Cari amici e care amiche,
l’altra
volta parlavamo del “mondo” e di come il suo punto di vista sia per noi e per
il lavoro pastorale molto prezioso e fruttuoso. Avevamo preso spunto dallo
slogan “Il campo è il mondo”: una immagine che – dicevo – non posso fare a meno
di associare all’espressione tipica di Papa Francesco “andare e sostare nelle
periferie del mondo”.
Vorrei che fosse proprio questo il
mio andare e sostare – se pur brevemente – nelle case della zona A, in
occasione delle benedizioni natalizie. E’ un gesto molto semplice in sé, ma per
me ricco di significati, soprattutto missionari.
Esprime, se accompagnato dalla
preghiera di ciascuno di noi, una comunità che accoglie con magnanimità tutti,
anche coloro che non vengono, che non mettono il piede, che non hanno (più)
contatti con la Comunità: quanti sono… Sono un popolo, anche loro in cammino,
con qualche speranza, con qualche certezza, con tribolazioni e ansie, proprio
come noi… Noi li cerchiamo per consegnare una bella parola, uno sguardo benevolo,
un invito amico: noi non li facciamo sentire soli.
Esprime uno stile di presenza in
mezzo al popolo, alla gente, un camminare con la gente e “dentro la gente”:
entrare in una casa è una grande emozione perché è come entrare dentro –
appunto - in un mondo, ascoltare altre voci, sentire la ricchezza di cui
ciascuno è portatore per il fatto stesso di essere umano. Personalmente sono
aiutato a sentirmi in cammino davvero con tutti, anche con chi non frequenta,
ma ugualmente crede e cerca il Signore; sono aiutato a sentirmi fratello e
amico, ma anche padre e così osare di aiutare, comprendere, orientare; sono
aiutato a sentirmi prete di tutti e per tutti, con una presenza che si
“accende” anche alla periferia della nostra struttura di chiesa e di oratorio.
Esprime, infine, una volontà di
affetto e di maternità, che è propria della Chiesa, ma mi piacerebbe fosse un
tratto mio e della nostra Comunità verso il quartiere. E’ l’affetto e la
dolcezza che sento mi vengono donate ogni qualvolta una porta si apre: ed è
commovente constatare come tanta, tanta gente mi accoglie con il desiderio di
sperimentare nella sue problematiche, nella sua sofferenza, nel degrado, ascolto
e bontà.
Mettersi in cammino così e sostare
nelle nostre periferie ne vale proprio la pena…