Cari amici e ca re amiche,
la
festa dell’oratorio è occasione per ciascuno e per la comunità per imparare a
superare agilmente le “impressioni” che si possono avere sulla realtà, anche
quella dell’oratorio.
Anche Gesù, con una parabola da cui
è stato tratto lo slogan dell’anno pastorale, ha aiutato i suoi discepoli a
capire che “il mondo” non si spiega con la presenza della zizzania! Il mondo è,
invece, il campo della grazia di Dio! Certo è che uno sguardo disincantato non ci fa dimenticare la
presenza inquietante della zizzania, ma non è da essa che bisogna partire! I
discepoli di Gesù rimangono impressionati dalla zizzania e chiedono a Gesù
“spiegaci la parabola della zizzania” (Mt 13,36). Ma il campo non è della
zizzania! Vi è qualcosa di molto più importante di cui accorgersi: il campo ha
un buon padrone, ad esso molto affezionato, e Lui stesso ha seminato e continua
a seminare buon seme che diventa e diventerà grano buono!
Diversamente subentra la paura del
mondo, l’inclinazione a porre al principio il male che si trova, la perdita
dell’orientamento, il desiderio di una specie di purificazione violenta…
Parlando del nostro oratorio, mi
pare che in questi tre anni abbia fatto dei passi per darsi uno “stile”, un “modo di fare”, che parla già da
sé, che è già un discorso, è già un progetto.
La voglia di fare questi passi l’avevo
espressa in termini di “sogno” due anni fa, al Consiglio pastorale, dopo aver
passato un anno a guardare e ascoltare: “uno dei miei 4 sogni è quello di un
cambiamento qualitativo dell’oratorio a livello strutturale, ma soprattutto
pastorale ed educativo”. Per questo sono stati fatti dei lavori per una miglior
accoglienza, sicurezza e sanità degli ambienti interni ed esterni, ma
soprattutto si sta lavorando, sulle regole minimali di convivenza e di civiltà
che producono un clima di fiducia e di stima. La presenza di Maria Luisa e di
Michele, il direttore dell’oratorio, garantiscono, inoltre, che il cammino
dell’oratorio non sia solo una aggregazione positiva nel quartiere, ma che la
direzione sia quella di far sentire nel “campo”, che è il nostro quartiere, la
forza e la bellezza del Vangelo valorizzando nelle nuove generazioni i loro
desideri sinceri, la nostalgia del bene, la tensione verso ciò che è buono e
giusto.
Una direzione indicata anche dalla
scelta di aver voluto la chiesa parrocchiale vicino all’oratorio…
In oratorio “si sta, per andare… a
tutto campo”!
Il
vostro parroco