Cari amici e care
amiche,
il
maltempo durante la nostra festa patronale non ci ha rubato la gioia profonda
di esserci ritrovati a riscoprire e a rinnovare il senso del nostro camminare
insieme, il significato della nostra comunità cristiana in un quartiere, lo
scopo della presenza della Chiesa accanto alla vita della gente!
E in prossimità della festa
dell’oratorio, la nostra parrocchia, dopo aver salutato e ringraziato con
gratitudine il seminarista Massimiliano Mazza, si prepara ad accogliere
Michelangelo Bono che il seminario di Venegono ci affida!
La presenza di un seminarista è una
ricchezza per tutti. Anzitutto deve essere vissuta come un servizio che noi
facciamo alla sua crescita: lui non viene per “fare qualcosa”, per “aiutare”
(poi certo che sì, sicuramente…): l’accento è posto sul fatto che il
seminarista è in formazione e viene mandato per “fare esperienza”, per entrare
in contatto con quella che in futuro sarà la sua vita. Allora Michelangelo
viene per incontrare, ascoltare, imparare. Se è così ciascuno di noi ha una
responsabilità, ognuno per la sua parte: offrire il suo contributo affinché
questo seminarista diventi un bravo prete. A noi, in qualche modo, il seminario
chiede anzitutto di condividere attivamente con il seminarista un tratto del
suo cammino educativo. La nostra parrocchia è onorata e doverosamente
impegnata!
Mentre
ci è affidato, poi, ci è chiesto di accoglierlo in nome della fede in Gesù.
Ovvero: come la comunità non sceglie il suo pastore, così noi non scegliamo
quel seminarista piuttosto che quello simpatico oppure quello che sa giocare
con i bambini, piuttosto che quello che è capace di parlare bene e di farsi
capire… Nella fede diventiamo capaci di aprire le porte a uno che come noi
cerca di seguire Gesù e vuole camminare dietro Lui: questo è per noi più che
sufficiente per accogliere Michelangelo! Certo è che il seminarista, come tutti
noi, farà le cose con il suo modo, con il suo stile, con la sua storia, con la
sua sensibilità… Ma questo ci aiuterà a non legare inscindibilmente la fede, la
Chiesa, Gesù e il Vangelo alle singole persone! Saremo così aiutati a cercare
di più Gesù e a capire che davvero Gesù è grande e riesce a parlare al cuore e
alla vita di tutti, non solo a quelli che ci sono simpatici e ci garbano o al passato!
Infine, dove sicuramente potremo
trovare e incontrare il seminarista oltre che in oratorio? Alla Pasqua
domenicale. Anche Lui, come noi, guarda all’amore di Gesù, ne vuole fare il
centro della sua vita, vuole consegnare la sua esistenza a Lui e ai fratelli, a
Lui racconta tutto e da Lui si lascia
dire: Lui “è il Signore” (Gv 21,7).
E da ultimo diciamo che anche nella
nostra parrocchia – con l’esempio dei preti che l’hanno servita e in questi
anni con la presenza dei seminaristi – ci aspettiamo che qualcuno finalmente
risponda al Signore con la sua fede, alla maniera di chi diventa servo per
amore di Cristo nella Chiesa, alla maniera del prete.
Mentre attendiamo operosamente “preghiamo
il padrone della messe” (Lc10,2).