giovedì 19 settembre 2013

INSIEME n° 102 - 22 Settembre 2013 - anno 3° dall'entrata nella nuova Chiesa




Cari amici e care amiche,

il maltempo durante la nostra festa patronale non ci ha rubato la gioia profonda di esserci ritrovati a riscoprire e a rinnovare il senso del nostro camminare insieme, il significato della nostra comunità cristiana in un quartiere, lo scopo della presenza della Chiesa accanto alla vita della gente!

E in prossimità della festa dell’oratorio, la nostra parrocchia, dopo aver salutato e ringraziato con gratitudine il seminarista Massimiliano Mazza, si prepara ad accogliere Michelangelo Bono che il seminario di Venegono ci affida!

La presenza di un seminarista è una ricchezza per tutti. Anzitutto deve essere vissuta come un servizio che noi facciamo alla sua crescita: lui non viene per “fare qualcosa”, per “aiutare” (poi certo che sì, sicuramente…): l’accento è posto sul fatto che il seminarista è in formazione e viene mandato per “fare esperienza”, per entrare in contatto con quella che in futuro sarà la sua vita. Allora Michelangelo viene per incontrare, ascoltare, imparare. Se è così ciascuno di noi ha una responsabilità, ognuno per la sua parte: offrire il suo contributo affinché questo seminarista diventi un bravo prete. A noi, in qualche modo, il seminario chiede anzitutto di condividere attivamente con il seminarista un tratto del suo cammino educativo. La nostra parrocchia è onorata e doverosamente impegnata!

Mentre ci è affidato, poi, ci è chiesto di accoglierlo in nome della fede in Gesù. Ovvero: come la comunità non sceglie il suo pastore, così noi non scegliamo quel seminarista piuttosto che quello simpatico oppure quello che sa giocare con i bambini, piuttosto che quello che è capace di parlare bene e di farsi capire… Nella fede diventiamo capaci di aprire le porte a uno che come noi cerca di seguire Gesù e vuole camminare dietro Lui: questo è per noi più che sufficiente per accogliere Michelangelo! Certo è che il seminarista, come tutti noi, farà le cose con il suo modo, con il suo stile, con la sua storia, con la sua sensibilità… Ma questo ci aiuterà a non legare inscindibilmente la fede, la Chiesa, Gesù e il Vangelo alle singole persone! Saremo così aiutati a cercare di più Gesù e a capire che davvero Gesù è grande e riesce a parlare al cuore e alla vita di tutti, non solo a quelli che ci sono simpatici e ci garbano o al passato!

Infine, dove sicuramente potremo trovare e incontrare il seminarista oltre che in oratorio? Alla Pasqua domenicale. Anche Lui, come noi, guarda all’amore di Gesù, ne vuole fare il centro della sua vita, vuole consegnare la sua esistenza a Lui e ai fratelli, a Lui  racconta tutto e da Lui si lascia dire: Lui “è il Signore” (Gv 21,7).

E da ultimo diciamo che anche nella nostra parrocchia – con l’esempio dei preti che l’hanno servita e in questi anni con la presenza dei seminaristi – ci aspettiamo che qualcuno finalmente risponda al Signore con la sua fede, alla maniera di chi diventa servo per amore di Cristo nella Chiesa, alla maniera del prete.

Mentre attendiamo operosamente “preghiamo il padrone della messe” (Lc10,2).