Cari amici e care
amiche,
il
programma della nostra festa patronale è una specie di indicatore del cammino
che la Comunità sta percorrendo per imparare a vivere da cristiani autentici
“nel campo del mondo”.
Anzi, direi che il programma della
festa traduce, in qualche modo, un po’ le “linee guida” del nostro cammino.
Anzitutto il nostro cammino è “nel
mondo”, non appartati o “sopra” il mondo. Infatti, è un desiderio profondo
quello di “prendere il largo”, conoscere, incontrare, collaborare, cosicché il nostro
stare in parrocchia diventi uno “stare
che va”. E’ per questo che abbiamo voluto fortissimamente distribuire a
tappeto il volantino della festa patronale due volte in tutte le caselle del
quartiere: non solo un invito, ma un andare a cercare. E abbiamo voluto anche
la collaborazione con la Pro Loco della nostra Città.
Inoltre,
nel volantino, si trovano appuntamenti spirituali che segnalano che la nostra
Comunità è costituita e radunata dall’Eucarestia,
da Gesù, Lui, la Parola che si è
fatta uomo, Lui, la Carità di Dio. Infatti,
per noi, la Pasqua domenicale è il
centro dell’unica cosa da fare tutti i giorni della settimana, cioè la carità
paziente, benevola, rispettosa, portatrice di pace, che non tiene conto del
male ricevuto, non orgogliosa né arrogante… (1Cor 13,4ss) Come dicevano i primi
cristiani: “senza la Domenica non possiamo vivere”! Ancora: la presenza di un
evento culturale richiama il nostro desiderio di “vivere secondo lo Spirito” di Gesù e di Dio. E’ lo Spirito,
infatti, che genera il credente cristiano, colui che vive secondo lo Spirito
nella fedeltà creativa a Gesù. Il cristiano riesce di conseguenza a portare in
tutti gli ambiti del quotidiano, nel campo del mondo, l’evangelo di Gesù,
riesce a fecondare nella normalità della vita il campo del mondo, riesce, cioè,
a “fare cultura”, a far risplendere una “bellezza che salverà il mondo”.
Infine, le iniziative ludiche e di
aggregazione alludono ad una urgenza di prossimità
con la vita delle persone nella normalità del loro svolgersi, nella famiglia in particolare; una urgenza di cura delle relazioni, in quelli che
sono i nostri “vicini… lontani” in
particolare; una urgenza ad ascoltare e
accogliere i bisogni degli altri, dei bambini,
dei giovani, degli ammalati in particolare.
Mi
piacerebbe che queste linee guida continuassero ad indicare i passi del nostro
cammino insieme in piena comunione di intenti, ognuno seguendo la propria
ispirazione interiore
Il vostro parroco