Cari amici e care amiche,
apriamo un nuovo anno pastorale con la nostra
festa patronale, per la quale vi chiedo la collaborazione e la partecipazione.
Tutti, infatti, si possono davvero sentire coinvolti a partire da un gesto
semplice, ma fondamentale che è quello dell’invito. Infatti, se qualcuno mi dà
un invito, al di là che poi io decida di aderire o no, lo percepisco sempre come
una attenzione che mi fa sentire “desiderato”, pensato e atteso! E’ bello, quindi,
essere invitati! Vorrei che la gente del nostro quartiere almeno qualche volta
si sentisse così: invitati da noi, dalla Comunità! Quanta gente distante,
distratta, “alla periferia” pur nostri vicini! Noi non possiamo accontentarci
di “stare bene” tra noi, di “fare delle cose per gli altri”, di “andare in
chiesa” quando abbiamo tempo… Papa Francesco a “4 chilometri” di giovani sul
lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro ha detto “Andate!”. Noi che diciamo di
essere credenti in Gesù non possiamo rimanere chiusi nelle nostre cose: sarebbe
come togliere l’ossigeno a una fiamma che arde. La nostra fede è una fiamma che
si fa più viva quanto più la si condivide, la si trasmette! Portiamo il volantino della nostra festa a
tutte le case del nostro quartiere: facciamo sapere a tutti, non ad alcuni, cominciando
da quelli che ci sembrano più recettivi e più accoglienti, che la Comunità è
contenta e fa festa perché il Signore ci accompagna, ci perdona, ci rende
fratelli; che la Comunità è aperta e sensibile alle “periferie” anzitutto dei
suoi stessi “confini”, a chi sembra lontano, indifferente, deluso; che la Comunità
sta cercando proprio chi ha smesso di cercare, chi si è ormai seduto, chi già
si è allontanato… Per recapitare un volantino o invitare non occorre nessuna
preparazione speciale, come non occorre nessuno studio particolare per
annunciare il Vangelo, per incominciare a vivere la Comunità da protagonisti.
Anche perché siamo inviati “insieme” e perché Gesù ci precede: questa è… la
festa!