Cari amici e care
amiche,
abbiamo
iniziato il mese di maggio caratterizzato dalla recita del rosario, pregato in
vari punti del nostro quartiere. Questa abitudine ci dà l’opportunità di
porgere una piccola e semplice testimonianza di affetto in Colei che ci
accompagna all’incontro con Gesù. La testimonianza di fede, infatti, deve sempre
poter brillare per questa caratteristica: la piccolezza, l’umiltà, ovvero una
testimonianza che risplenda nella quotidianità, nello scorrere logorante delle
ore del giorno, negli ambienti in cui normalmente ci impegniamo. E cosa c’è di
più quotidiano di un androne di un condominio o di un cortile di casa, luoghi
di normale transito di vita?! Certo è che, se noi prima ci raduniamo pii e
devoti per il rosario e il giorno dopo i vicini di casa ci sentono bestemmiare
o urlare aspramente oppure ci vedono in comportamenti incivili, il rosario
risulterà una “contro testimonianza”… Quindi “dire il Rosario in giro” per il
quartiere non è un passatempo o soltanto un modo alternativo di onorare il mese mariano, ma è un modo
attraverso cui imparare ad assumere il Vangelo di Gesù come criterio guida
della vita, e non invece come vago riferimento, neanche poi neppure così tanto
di riferimento… “Dire il Rosario in giro” non è soltanto incontrarci tra di noi
e trascorrere un po’ di tempo pregando, ma un sentirci davvero incamminati
insieme sulla strada che Gesù Risorto ha inaugurato e, proprio perché insieme,
ci possiamo sentire sorretti e incoraggiati gli uni dagli altri… “Dire il
Rosario in giro”, infine, non è una pratica appaltata a quelli “di una certa
età”, ma aperta a tutti, poiché tutti elemosiniamo insistentemente - proprio
nella preghiera - il coraggio di una testimonianza cristiana umile e semplice,
senza pretese, ma minimamente coerente, pulita e bella… “Prega per noi,
peccatori…”!
Il vostro parroco