venerdì 19 aprile 2013

INSIEME n° 90 - 21 Aprile 2013 - anno 3° dall'entrata dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
abbiamo iniziato l’accoglienza, nelle nostre celebrazioni della Pasqua domenicale, dei ragazzi e delle ragazze ai quali amministreremo il Sacramento della Confermazione ed ammetterli per la prima volta a ricevere la Comunione. Sono momenti straordinari da tutti i punti di vista: la Comunità testimonia a questi piccoli discepoli di Gesù che il Signore è vivo e operante e li chiama per nome ad essere fin da ora loro stessi testimoni del suo Amore. E questi piccoli amici ci provocano, ed è come se domandassero a ciascuno di noi: quanto il tuo tentativo di essere discepolo di Gesù sta plasmando la tua esistenza? Chi stai diventando ora, che da anni sei all’ascolto  dello Spirito di Dio e di Gesù? Che persona sei tu adulto che partecipi da tempo al mistero di Comunione della Pasqua di Gesù? Capiamo che è proprio il legame con Gesù che è in questione, è la relazione con Lui in gioco in questi momenti!  Non lasciamo, allora, che giochino brutti scherzi i preparativi materiali, il vestito, l’acconciatura o soltanto l’emozione! Quel brutto scherzo di distoglierci completamente “dalla posta in gioco”! L’amicizia con Gesù è la realtà più vera, più buona, più importante di tutte che noi desideriamo testimoniare ai cresimandi e che loro testimoniano a noi con trepidazione! Ci sentiamo parte viva di questo “mirabile scambio” che ci supera da ogni parte e ci chiama a testimoniare Gesù soprattutto nella vita concreta di tutti i giorni, come ha richiamato Papa Francesco nell’omelia di domenica 14 aprile: “Ricordiamolo bene tutti: non si può annunciare il Vangelo di Gesù senza la testimonianza concreta della vita. Chi ci ascolta e ci vede deve poter leggere nelle nostre azioni ciò che ascolta dalla nostra bocca e rendere gloria a Dio! Mi viene in mente adesso un consiglio che san Francesco d’Assisi dava ai suoi fratelli: predicate il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole!”. 
                                               Il vostro parroco