venerdì 12 aprile 2013

INSIEME n° 89 - 14 Aprile 2013 - anno 3° dall'entrata dall'entrata nella nuova Chiesa

 Cari amici e care amiche,
magari qualche attento lettore si sarà accorto che è cambiato un numerino dell’intestazione: non è più “Anno 2°”, ma “Anno 3° dall’entrata nella nuova chiesa parrocchiale”. Abbiamo incominciato, infatti, il terzo anno da quando - la sera dell’11 marzo 2011, con la Messa festiva anticipata della prima domenica di Quaresima, presieduta da Monsignor Faccendini, avremmo poi per sempre celebrato nella nostra nuova chiesa parrocchiale.
Fu un momento di grande intensità e commozione, un momento “famigliare”, un “sentirsi a casa”. Sono gli stessi sentimenti che provo quando celebriamo ogni domenica la Pasqua del Signore, sono le mie medesime convinzioni di quando diciamo la Messa ogni giorno della settimana.
Ciò che facciamo in questa casa ci dischiude, nello scorrere inesorabile e inarrestabile del tempo, lo spazio di eternità già qui, l’avvenimento della Grazia irrinunciabile per il nostro cammino di credenti.
Ciò che facciamo in questa casa va decisamente controcorrente, quando sembra dominare una concezione secondo la quale si valuta il tempo in base a quanto rende, a quanto si accumula e produce, a quanto ci si muove… Qui noi scegliamo liberamente di “perdere tempo” per Dio, gratuitamente, come nostra esigenza di chi vuole onorarlo in modo degno. Una gratuità che non può essere imposta dall’esterno, né per mandato ecclesiastico, il precetto, ma è qualcosa che nasce dal cuore di chi ha incontrato il Signore, che poi diventa esigenza irrinunciabile e, infine, capacità di trovare tempo per Dio pur nella molteplicità degli impegni.
Ciò che noi facciamo in questa casa ci riporta “a casa”, nel ritmo del tempo frammentato e disperso: Colui che ci ha messo in cammino è capace di ricondurci a casa, alla sorgente, per rigenerarci e plasmarci, come cera nelle mani dell’artista che le dà la forma.
In questa casa, insomma, ci aiutiamo a coltivare  l’atteggiamento del povero che ha bisogno dei doni del Signore, che Lo attende invocandone il ritorno, per rimettersi in cammino senza consumarlo e adagiarsi in esso. E siamo solo al 3°!                                                Il vostro parroco