venerdì 5 aprile 2013

INSIEME n° 88 - 7 Aprile 2013 - anno 3° dall'entrata dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
inizio con un buon gruppo di coppie di fidanzati il percorso di preparazione prossima al matrimonio cristiano. E’ sempre una grazia incontrare queste coppie animate dall’amore e dalla speranza per il futuro: insieme è più facile! Proprio come nella Comunità! E’ facile anche parlare e pensare tendenzialmente male di chi inizia l’avventura dell’amore e della famiglia, influenzati come siamo dalla televisione: c’è una quantità strabordante di battute e di filosofie! Questo non ci distoglie comunque dalla presenza di insidie, difficoltà e problematiche connesse a chi intraprende questa strada di vita. Certo è che moltissime di esse sono legate a grandi equivoci e inganni. Uno di questi è lo scambiare la prova con un fallimento, la fatica con una scelta sbagliata. Un modo siffatto di pensare è insito in una società che non accetta il limite, non sopporta l’indugio, pretende esiti e risultati immediati, conseguenti alle fatiche che fai, agli investimenti che proponi, non accetta battute di arresto. Tutto ciò non funziona proprio né con l’amore né con la fede… Ciò non fa parte del bagaglio del credente. La pagina del libro della Genesi sul cosiddetto “sacrificio di Isacco” che abbiamo ascoltato nella Veglia Pasquale, ce lo ribadisce: la prova non è letta come una sconfitta, né come indizio di fallimento. Ad esempio, si può essere presi da una sensazione di fallimento quando a uno dei due della coppia capita qualcosa che non avrebbe mai pensato che accadesse proprio a lui o a lei… Di tradire, piuttosto che di innamorarsi di altri… Il pericolo è quello di vivere questa situazione come una sconfitta, quindi o di nascondere tutto, oppure di diventare impietosi nei propri confronti o di non accettare quello che si è… Ma che cosa è precisamente fallito? Il sogno!!! Il sogno di essere forti e sicuri, inossidabili e infrangibili, l’illusione di potersi permettere di dire tutto, di pensare tutto e di fare tutto, soprattutto se si presenta l’occasione. E’ fallita l’ingenuità di cui si nutrono parecchie coppie che si affacciano anche a scelte definitive, ingenuità sostenuta anche dall’energia che scaturisce dall’intesa affettiva e sessuale. Ma la realtà smentisce puntualmente questo assetto. La vera questione – se uno si lascia educare dalla prova – diventa un’altra: per un sogno fallito non si manda all’aria la vita intera, un bel rapporto, un futuro, anche i figli… Occorre farsi aiutare e lasciarsi riconsegnare le vere attese, ritrovare l’umiltà di chiedere il perdono all’altro e a Dio, imparare a convivere anzitutto con se stessi consapevoli dei propri limiti e fare fermi propositi. Chi ha la fede nel Signore, poi, sa per esperienza che il cammino non è mai in discesa, ma ha un ottimo supplemento – la Sua Presenza! - per abitare la prova, senza fuggirla, senza soluzioni frettolose e dimissionarie, implorando da Dio benevolenza; un ottimo supplemento per stare nella prova che purifica, matura, ci consegna a una umiltà più grande, una tenacia più forte, ad una disponibilità ancora più sincera.
                                               Il vostro parroco