giovedì 14 marzo 2013

INSIEME n° 85 - 17 Marzo 2013 - anno 3° dall'entrata dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
quando scrivo, il conclave è iniziato e, come tutti coloro che hanno a cuore il bene della Chiesa, sappiamo che dobbiamo pregare. Se vogliamo vivere con un minimo di serietà questo momento, poi, sappiamo anche che dobbiamo prendere le distanze con senso critico da quell’assedio dei mass media che trasuda curiosità, che sembra godere nell’esercizio costante della insinuazione a partire da scandali finanziari o a sfondo sessuale, che quasi di consuetudine gusta l’umiliazione e l’imbarazzo degli “uomini di chiesa”. La Chiesa, anche nei  momenti di tempesta, ha sempre saputo di essere in buone mani: nella sua barca c’è il Signore! Del resto, la stessa presenza continua di Pietro nei secoli - del Papa in quanto tale -  ha sempre ribadito questa convinzione. Proprio a Pietro, infatti, Cristo ha conferito la funzione di “roccia” (Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa, Mt 16,18), a lui, proprio a lui, che gli era stato di inciampo (Lungi da me satana! Tu mi sei di inciampo… Mt 16,23) e lo rinnegò, fuggendo come tutti gli altri! E’ sempre stata chiara, dunque, la sproporzione, il paradosso, del conferimento a un “uomo” della funzione di “roccia”: sproporzione e paradosso che dimostrano che non sono gli uomini che sostengono la Chiesa!!! E’ il mistero della Croce che anche nella storia del papato è tangibile: il suo centro è costituito dal perdono e dalla potenza di un Amore che esattamente nell’impotenza umana e nella sua limitatezza si manifestano. Ammettiamo pure, allora, con realismo, i peccati dei papi, la loro inadeguatezza rispetto alla grandezza del loro ministero, ma riconosciamo anche la presenza di Dio che ha guidato! Benedetto XVI negli ultimi discorsi, prima di lasciare il ministero, ci ha ricordato di avere fiducia nella azione di Dio e come un monaco si è messo – d’ora innanzi - a pregare, nella convinzione che la preghiera fa storia, ne è un elemento portante, per diventare sempre più capaci di decidere e di lavorare con Dio.
                                                             Il vostro parroco