venerdì 25 gennaio 2013

INSIEME n° 78, 27 Gennaio 2013 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
in una pagina di Vangelo famosa in cui si parla della Santa Famiglia (Luca 2,41-52) ritrovo le parole della mamma di Gesù dopo la ricerca affannosa e il ritrovamento di Gesù in mezzo ai dottori del tempio: “tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. “Tuo padre e io”: è un richiamo straordinario al fatto che la priorità nelle relazioni familiari è chiaramente della coppia. “Tuo padre e io ti cercavamo”: la responsabilità è di un “noi”! “E io” non è al secondo posto per galateo: davvero hanno condiviso l’angoscia, la ricerca, lo smarrimento. Sempre in due, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, nel bene e nel male… Il protagonista è il “noi”. E’ facilmente immaginabile, però, la fatica che si fa ad essere presenti entrambi, ad esempio ai colloqui scolastici o all’itinerario di iniziazione cristiana: ma la cura “dell’anima” dei propri figli merita questa fatica! Essa fa parte integrante della cura del figlio, che non è solo “corpo”… Se si trattasse di un ricovero ospedaliero non farebbero di tutto mamma e papà per esserci? Capita talvolta, invece, che i colloqui scolastici o gli incontri di catechismo siano frequentati “da uno dei due”, in alcuni casi davvero per motivi seri molto comprensibili, in altri per inconvenienti, altre volte ancora funziona la “delega”… Certo, è veramente uno sforzo non indifferente  esserci in due, ma quando l’azione educativa tende a diventare “solitaria” la relazione genitore-figli piano piano, ma inevitabilmente, comincia a sbilanciarsi e – dicono anche gli esperti - si cerca nel figlio ciò che si dovrebbe invece trovare nella relazione con il coniuge o il partner… I figli incominciano a diventare campo di attese affettive che non sono loro proprie… La forza meravigliosa dell’azione educativa condivisa a tutti i costi, invece, crea quella giusta distanza tra genitori e figlio che è lo spazio in cui lui può crescere! Se questo spazio è soffocato da eccessiva vicinanza o dilatato a dismisura dall’assenza, il figlio si allontana da una crescita armonica. Siamo comunità anche per aiutarci e sostenerci in tutto questo! E nonostante tutti gli sforzi e l’impegno, l’azione educativa può rivelarsi inefficace! Infatti quel brano di Vangelo termina sottolineando: “essi non compresero le sue parole”… Ma affronteranno la fatica insieme! L’azione educativa spesso è chiamata a sostenere un fallimento! Questo non dà margine a nessuna illusione: perché esistono solo educatori imperfetti (io il primo), genitori imperfetti chiamati da figli imperfetti a tirare fuori tutte le risorse che ciascuno ha!
                                               Il vostro parroco