Cari amici e care amiche,
in una
pagina di Vangelo famosa in cui si parla della Santa Famiglia (Luca 2,41-52)
ritrovo le parole della mamma di Gesù dopo la ricerca affannosa e il
ritrovamento di Gesù in mezzo ai dottori del tempio: “tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. “Tuo padre e io”: è un
richiamo straordinario al fatto che la priorità nelle relazioni familiari è chiaramente
della coppia. “Tuo padre e io ti cercavamo”: la responsabilità è di un “noi”!
“E io” non è al secondo posto per galateo: davvero hanno condiviso l’angoscia,
la ricerca, lo smarrimento. Sempre in due, nella gioia e nel dolore, nella
salute e nella malattia, nel bene e nel male… Il protagonista è il “noi”. E’
facilmente immaginabile, però, la fatica che si fa ad essere presenti entrambi,
ad esempio ai colloqui scolastici o all’itinerario di iniziazione cristiana: ma
la cura “dell’anima” dei propri figli merita questa fatica! Essa fa parte integrante
della cura del figlio, che non è solo “corpo”… Se si trattasse di un ricovero
ospedaliero non farebbero di tutto mamma e papà per esserci? Capita talvolta,
invece, che i colloqui scolastici o gli incontri di catechismo siano frequentati
“da uno dei due”, in alcuni casi davvero per motivi seri molto comprensibili, in
altri per inconvenienti, altre volte ancora funziona la “delega”… Certo, è veramente
uno sforzo non indifferente esserci in
due, ma quando l’azione educativa tende a diventare “solitaria” la relazione
genitore-figli piano piano, ma inevitabilmente, comincia a sbilanciarsi e –
dicono anche gli esperti - si cerca nel figlio ciò che si dovrebbe invece
trovare nella relazione con il coniuge o il partner… I figli incominciano a
diventare campo di attese affettive che non sono loro proprie… La forza
meravigliosa dell’azione educativa condivisa a tutti i costi, invece, crea
quella giusta distanza tra genitori e figlio che è lo spazio in cui lui può
crescere! Se questo spazio è soffocato da eccessiva vicinanza o dilatato a
dismisura dall’assenza, il figlio si allontana da una crescita armonica. Siamo
comunità anche per aiutarci e sostenerci in tutto questo! E nonostante tutti
gli sforzi e l’impegno, l’azione educativa può rivelarsi inefficace! Infatti
quel brano di Vangelo termina sottolineando: “essi non compresero le sue parole”… Ma affronteranno la fatica
insieme! L’azione educativa spesso è chiamata a sostenere un fallimento! Questo
non dà margine a nessuna illusione: perché esistono solo educatori imperfetti
(io il primo), genitori imperfetti chiamati da figli imperfetti a tirare fuori
tutte le risorse che ciascuno ha!
Il
vostro parroco