venerdì 18 gennaio 2013

INSIEME n° 77, 20 Gennaio 2013 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
settimana prossima onoreremo gli anniversari di matrimonio, rinnovando le promesse di quel giorno. E’ uno spettacolo straordinario che possiede un impatto di verità che – a volte - la confusione e la superficialità del dibattito sulla famiglia stessa rischia di offuscare… Insieme faremo riferimento a una delle famiglie più esemplari nella Bibbia: la Santa Famiglia di Nazareth. La Scrittura, tuttavia, presenta anche casi di famiglie  “difficili”: quella di Abramo, non del tutto esemplare… Quella di Davide, quella di Salomone, quella di Levi, presso cui viveva il giovane Samuele… La Bibbia, forse, vuole così dirci che l’ideale di famiglia c’è, ma anche nei casi problematici di vita familiare c’è una Grazia di Dio, c’è un cammino da compiere, uno sforzo di superamento e di miglioramento! Anche perché la vita di ogni famiglia è fatta di cose visibili e di cose invisibili… Quelle visibili sono i ritmi e le responsabilità di ogni componente, gli impegni, i pasti e la loro preparazione, la spesa, il sonno, la cura della casa,  dei beni, della salute, il ricevere le persone… E ci sono anche delle cose invisibili, che abbracciano le altre: la gratuità, la stima, la fedeltà, la tenerezza, la comprensione e il perdono, la rinuncia e il sacrificio, la precisione, la sincerità… Queste cose invisibili, ma non meno reali delle altre, permettono alla famiglia di essere unita, serena e vivace, pur nelle vicende a volte avverse dell’esistenza. Le cose invisibili non si toccano con le mani, ma si sentono! E si sente anche e soprattutto quando da invisibili diventano inesistenti!!! Esse non si possono computerizzare, prevedere, calcolare ma, abbracciando quelle visibili, le fanno vivere in un modo profondo, attento e alternativo al quel modo di vivere schizofrenico, ansioso e quasi privo di significati. Anche nella famiglia “l’essenziale è invisibile agli occhi”…
                                               Il vostro parroco