Cari amici e care
amiche,
abbiamo
ancora nelle orecchie i botti di fine anno e il bollettino di guerra ad essi
annesso… Neppure tutto l’amore che vogliamo ai nostri cari animali nelle nostre
case ha frenato il rumore assordante degli spari! Ma il problema del rumore non
è solo del fine anno… “Non potreste fare un po’ più piano?”: chi in un
condominio non ha mai detto questa frase al vicino, a quello di sopra, al
dirimpettaio? Chi in un palazzo non si è mai svegliato di soprassalto nel cuore
della notte per sedie e mobili che si spostano? Chi in una palazzina non ha mai
chiesto gentilmente nella assemblee di vietare feste in massa il sabato sera
con musica a tutto volume negli appartamenti? Il rumore, poi, sembra un prezzo
che dobbiamo pagare al famigerato progresso: tante invenzioni hanno contribuito
a rendere l’ambiente sempre più rumoroso… Nel mio piccolo constato, a volte,
l’impotenza di fronte al fracasso e al rumore e sperimento un desiderio contradditorio: la tentazione di cercare il
rumore!!! Anche senza andare in discoteca! Soprattutto quello delle parole
e delle cose da fare! E penso di capire
perché sono tentato da questo: per non rimanere con me stesso, per non
ascoltarmi, per evitare le domande di senso. Capisco anche perché alcuni
parlano continuamente senza ascoltare, altri hanno sempre tante cose da fare,
altri ancora cercano gli altri per evitare se stessi… Il “rumore” fa comodo per
scansare il contatto con il nostro io e quello che in esso si agita… Il rumore,
di qualsiasi natura, assopisce e seda il tutto… Vorrei stare attento in questo nuovo anno a
non lasciarmi ingannare! Vorrei cercare il silenzio per imparare a stare con me
stesso, convivere con la mia persona, diventare “uno”, senza scappare dai
quesiti che si impongono: mi piaccio? Sono sempre quello che vorrei essere?
Cosa ricevo da me? Chi ho reso felice? Chi ho reso infelice? Cosa ricevono gli
altri da me?
Perché, in
fondo in fondo, anzitutto e prima di tutti, devo passare un altro anno con me…
Il vostro parroco