Cari amici e care amiche,
in questi
giorni passano nella nostra chiesa tante persone: chi per una visita al
presepe, chi per una preghiera, chi per cercare un po’ di silenzio, chi
per piangere in santa pace… La ricerca
della quiete e della solitudine sempre ci aiuta ad unire parole che sembrano
contradditorie e scoprire dietro alle diverse parole un significato,
soprattutto le Parole di Dio. La reazione di Maria alle parole dei pastori
viene descritta proprio così nel Vangelo: “Maria, da parte sua, custodiva
queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19). Me la immagino – se fosse
qui fisicamente - entrare nella nostra
chiesa, mettersi in ginocchio davanti a Gesù Bambino e tentare di riunire le
diverse parole che aveva ascoltato riguardo a suo Figlio, di farle “incontrare”
nel suo cuore per poterne riconoscere il
loro vero significato. Quando le parole si incontrano “dentro”, nel cuore,
nasce sempre qualcosa di nuovo! Abbiamo anche bisogno di parole che emettano un
suono diverso dalle parole che sentiamo alla televisione! Desideriamo parole
“angeliche” o anche solo le parole dei pastori del Vangelo (“Tutti quelli che
udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori”, Lc 2,18), per aiutarci
ad interpretare correttamente la nostra vita e la realtà, parole che sostengono
la speranza per noi e per l’umanità, parole ”buone” per vedere risplendere il
mistero di Dio e del suo amore nelle cose piccole e grandi di ogni giorno. Che
bello potersi ancora stupire dei miracoli che abbiamo sotto gli occhi, oltrepassare
la superficie delle cose, e riconoscere l’opera che Dio va compiendo, anche con
un solo Bambino.
Il vostro parroco