venerdì 14 dicembre 2012

INSIEME n° 72, 16 Dicembre 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,

mi capita di sostare, come molti di noi, davanti al presepe in chiesa (ringraziamo chi lo ha allestito e chi ha “acceso” la cometa!). E rifletto sulla discrezione e sulla riservatezza dei personaggi “minori”… Certo, dirà qualcuno, sono statuette! La mia riflessione parte da quella (eccessiva, per me) stima di cui godono le persone “aperte”: guai a non essere aperti! Chi non è aperto – vien da pensare – è rigido, limitato, intollerante. A una persona aperta facilmente crediamo, ritenendola comunemente brava, socievole, senza pregiudizi e tollerante. Una persona aperta deve anche mandare giù tutto quello che vede e sente perché non può… chiudersi! Una persona aperta deve spifferare un po’ tutto di sé, rivelare tutto di sé, perché… è aperta! Non so se sempre è una fortuna essere persone così… Ecco allora le statuette del presepe: mi richiamano le persone “chiuse”, quelle che quando si è tutti insieme vengono guardate storto perché non parlano e quelli più spigliati dicono loro “non stai bene? Non ti interessa? Non hai niente da dire su quello, su questo?”. Mi piacciono queste persone “chiuse”, che non parlano, non perché non hanno nulla da dire, ma soltanto perché hanno la malsana abitudine di pensare prima di parlare, non sono invadenti, non hanno da dire qualcosa comunque su tutto e su tutti, anche su quelli che non hanno mai incontrato! Mi piacciono queste persone “chiuse” che conservano qualcosa nel proprio cuore, che proteggono il loro intimo da occhi e orecchie estranei, che riescono a chiudere le orecchie davanti alle sciocchezze e alla stupidità. Mi piacciono queste persone “chiuse” che hanno una opinione chiara, ma non sono costrette continuamente a confidarsi, hanno qualcosa da dire, ma non per questo fanno tanto chiasso. Queste sarebbero persone rigide, limitate e intolleranti? Vero è che è bello se ci si può aprire! Essere aperti può arricchire e liberarci: ma ciò non garantisce un mondo buono e pacifico… Chi è aperto a tutto viene attraversato da ogni cosa, senza potervisi opporre in nessun modo! Non è portato a fermarsi e riflettere su di sé. Talvolta, invece, diventa necessario “chiudersi” in sé stessi (che non è isolarsi!), “ritirarsi”, per fare chiarezza, nel silenzio, nella preghiera, nella interiorità. Nulla contro l’essere aperti, dunque, ma per un mondo buono e pacifico, le persone che hanno fatto chiarezza su di sé (magari proprio davanti al presepe) sono una grande fortuna…

                                                             Il vostro parroco