Cari amici e care amiche,
mi capita di
sostare, come molti di noi, davanti al presepe in chiesa (ringraziamo chi lo ha
allestito e chi ha “acceso” la cometa!). E rifletto sulla discrezione e sulla
riservatezza dei personaggi “minori”… Certo, dirà qualcuno, sono statuette! La
mia riflessione parte da quella (eccessiva, per me) stima di cui godono le
persone “aperte”: guai a non essere aperti! Chi non è aperto – vien da pensare
– è rigido, limitato, intollerante. A una persona aperta facilmente crediamo,
ritenendola comunemente brava, socievole, senza pregiudizi e tollerante. Una
persona aperta deve anche mandare giù tutto quello che vede e sente perché non
può… chiudersi! Una persona aperta deve spifferare un po’ tutto di sé, rivelare
tutto di sé, perché… è aperta! Non so se sempre è una fortuna essere persone
così… Ecco allora le statuette del presepe: mi richiamano le persone “chiuse”,
quelle che quando si è tutti insieme vengono guardate storto perché non parlano
e quelli più spigliati dicono loro “non stai bene? Non ti interessa? Non hai
niente da dire su quello, su questo?”. Mi piacciono queste persone “chiuse”,
che non parlano, non perché non hanno nulla da dire, ma soltanto perché hanno
la malsana abitudine di pensare prima di parlare, non sono invadenti, non hanno
da dire qualcosa comunque su tutto e su tutti, anche su quelli che non hanno
mai incontrato! Mi piacciono queste persone “chiuse” che conservano qualcosa
nel proprio cuore, che proteggono il loro intimo da occhi e orecchie estranei,
che riescono a chiudere le orecchie davanti alle sciocchezze e alla stupidità.
Mi piacciono queste persone “chiuse” che hanno una opinione chiara, ma non sono
costrette continuamente a confidarsi, hanno qualcosa da dire, ma non per questo
fanno tanto chiasso. Queste sarebbero persone rigide, limitate e intolleranti?
Vero è che è bello se ci si può aprire! Essere aperti può arricchire e
liberarci: ma ciò non garantisce un mondo buono e pacifico… Chi è aperto a
tutto viene attraversato da ogni cosa, senza potervisi opporre in nessun modo!
Non è portato a fermarsi e riflettere su di sé. Talvolta, invece, diventa
necessario “chiudersi” in sé stessi (che non è isolarsi!), “ritirarsi”, per
fare chiarezza, nel silenzio, nella preghiera, nella interiorità. Nulla contro
l’essere aperti, dunque, ma per un mondo buono e pacifico, le persone che hanno
fatto chiarezza su di sé (magari proprio davanti al presepe) sono una grande
fortuna…
Il vostro parroco