giovedì 6 dicembre 2012

INSIEME n° 71, 9 Dicembre 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
è un periodo intenso quello delle benedizioni e vi ringrazio per l’accoglienza che mi state riservando, in molti casi veramente squisita… La mia giornata inizia – come cerco di fare sempre – con l’ascolto della Parola di Dio, nella preghiera. Mi accorgo che più la ascolto e più imparo ad ascoltare la vita delle persone. E più ascolto la gente e più mi accorgo che questa è la condizione feconda per ascoltare la parola di Dio. La Parola che ascolto diventa il clima bello e necessario per ascoltare gli altri: l’ammalato nella sua fatica ad accettare la sua situazione, il papà nel suo disagio in assenza di lavoro, la mamma nella sua preoccupazione di  educare i figli, la famiglia di provenienza lontana che fatica a inserirsi, l’anziano che non sente più il gusto della sua vita dopo la morte della consorte, il giovane universitario scoraggiato dalla mancanza di appigli per costruire un futuro, la coppia in crisi dopo la scoperta del tradimento, l’impiegata esacerbata dal clima pesante in ditta tra colleghi, l’adolescente tormentata da quesiti che filosofia e scienza pongono… Sento di avere molto bisogno di riprendere i tanti incontri e i discorsi; bisogno di un tempo in cui rielaborare tutto quanto mi è stato consegnato e quanto mi è stato taciuto; bisogno di silenzio per custodire le parole, ma anche per decifrare reticenze e riserbi. Un’esigenza che sento soprattutto la sera per riordinare parole e pensieri e consegnare il tutto nelle mani straordinariamente affidabili di Dio Padre. E così la giornata finisce, raccontando la mia gente presso Dio; e domani continuerò a raccontare ancora alla mia gente che Dio è presso di noi…
                                                             Il vostro parroco