Cari amici e care
amiche,
è un periodo
intenso quello delle benedizioni e vi ringrazio per l’accoglienza che mi state
riservando, in molti casi veramente squisita… La mia giornata inizia – come
cerco di fare sempre – con l’ascolto della Parola di Dio, nella preghiera. Mi
accorgo che più la ascolto e più imparo ad ascoltare la vita delle persone. E
più ascolto la gente e più mi accorgo che questa è la condizione feconda per
ascoltare la parola di Dio. La Parola che ascolto diventa il clima bello e
necessario per ascoltare gli altri: l’ammalato nella sua fatica ad accettare la
sua situazione, il papà nel suo disagio in assenza di lavoro, la mamma nella
sua preoccupazione di educare i figli,
la famiglia di provenienza lontana che fatica a inserirsi, l’anziano che non
sente più il gusto della sua vita dopo la morte della consorte, il giovane
universitario scoraggiato dalla mancanza di appigli per costruire un futuro, la
coppia in crisi dopo la scoperta del tradimento, l’impiegata esacerbata dal
clima pesante in ditta tra colleghi, l’adolescente tormentata da quesiti che
filosofia e scienza pongono… Sento di avere molto bisogno di riprendere i tanti
incontri e i discorsi; bisogno di un tempo in cui rielaborare tutto quanto mi è
stato consegnato e quanto mi è stato taciuto; bisogno di silenzio per custodire
le parole, ma anche per decifrare reticenze e riserbi. Un’esigenza che sento
soprattutto la sera per riordinare parole e pensieri e consegnare il tutto
nelle mani straordinariamente affidabili di Dio Padre. E così la giornata
finisce, raccontando la mia gente presso Dio; e domani continuerò a raccontare ancora
alla mia gente che Dio è presso di noi…
Il vostro parroco