venerdì 23 novembre 2012

INSIEME n° 69, 25 Novembre 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
cercando di leggere con il Consiglio pastorale parrocchiale i numeri riguardanti l’amministrazione dei Sacramenti nella storia della nostra parrocchia (“i numeri della nostra fede” posti in fondo alla chiesa) sottolineavo come “tutti” nel quartiere sono “passati” attraverso questi Sacramenti, Battesimo, Cresima, Matrimonio… Tutti per esprimere davvero la maggior parte…  Sono momenti nei quali il Signore ha incontrato tanta e tanta gente, che poi magari di fatto si è un po’ allontanata per tanti motivi… Allontanata dalla Chiesa, ma sicuramente non dal Signore… Ecco che, insieme a questi momenti fondamentali e solenni, i Sacramenti, la gente – forse - ha bisogno di trovare segni di benedizione nella sua vita ordinaria nei quali può scoprire la vicinanza di Dio, segni che alludano alla presenza di Dio nelle cose di ogni giorno e nei passaggi della vita. Leggo così la benedizione che sto facendo biennalmente casa per casa. Benedico la casa dove si abita, si cresce, ci si ama, si vive e si muore… Ma benedico anche un rosario, benedico un figlio che nasce, la mensa, il quadro di Giovanni paolo II… Vedo anche che si desidera la benedizione di Dio quando si cerca un lavoro, quando si inizia l’università, quando si è ammalati, quando si sta lasciando questa esistenza, quando si cerca un bravo compagno, una brava compagna… Ogni momento del tempo che viviamo può aprire un varco per incontrare la presenza di Dio che sostiene e illumina. Ogni occasione del tempo che viviamo abbisogna dell’autorizzazione di Dio per essere “buona” e “giusta”. Ogni passaggio e stagione può chiedere a Dio di osare e sperare per affrontare gli snodi  piccoli e grandi di vita. Mi pare di poter dire, allora, che “benedire” non rimane solo un gesto, e neppure strettamente legato al sacerdote, ma diventa pian piano uno stile, un modo di gestire la normalità della vita! Benedire significherà non lasciare Dio nell’anonimato, ma lodarlo per le “grazie ricevute” che sostengono i nostri passi; significherà allenarsi a consegnare nelle mani affidabili di Dio noi stessi e i nostri cari con le loro attese e speranze; significherà imparare a diventare semplici, silenziosi e laboriosi, imparare a diventare … una benedizione…
                                               Il vostro parroco